Gedi, gruppo editoriale che fa capo alla famiglia Agnelli e che controlla tra gli altri i quotidiani La Stampa, Repubblica e Secolo XIX, comunica che “è stato raggiunto un accordo per la cessione del ramo d’azienda delle testate Il Tirreno, la Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara alla società Sae Srl, rappresentata da Alberto Leonardis”. L’imminente cessione non era ormai più un segreto, sebbene Gedi abbia tentato sino all’ultimo di tenere nell’ombra la trattativa. Nei giorni scorsi i dipendenti dei quotidiani locali del gruppo erano scesi in sciopero. La nuova società, di cui i giornalisti denunciano la totale inesperienza in campo editoriale, ha già messo nero su bianco tagli al costo del personale per 1,7 milioni di euro. I dipendenti delle testate coinvolte nella vendita sono 162, 120 giornalisti e una quarantina di poligrafici. ”Gedi – continua una nota – ha individuato in Sae Srl la società che per affidabilità, progetti e intenzioni potrà offrire la miglior garanzia di continuità, rafforzamento e prestigio a testate che per storia e tradizione rappresentano una parte importante dell’editoria quotidiana, grazie al contributo di valore assicurato negli anni dai colleghi giornalisti e poligrafici”.

Molte le speculazioni sulle ragioni della vendita. Inizialmente si era ipotizzato che Gedi volesse ridurre la sua quota di mercato, in ossequio alla legge che prevede un massimo del 20% in capo ad un unico soggetto, per acquisire i giornali locali del gruppo Athesis vale a dire L’Arena, Brescia Oggi e il Giornale di Vicenza. Negli ultimi giorni ha però preso consistenza l’ipotesi che il vero obiettivo sia il quotidiano di Confindustria Il Sole 24 Ore. L’associazione degli imprenditori controlla oggi il 61% del gruppo, il resto è in borsa. Gli Agnelli potrebbero anche entrare con una quota. Qualche voce trapelata dal palazzo di via Monte Rosa a Milano rafforza questa ipotesi. Negli ultimi anni i bilanci del quotidiano economico finanziario sono stati rimessi in carreggiata, sebbene questo sia avvenuto tagliando i costi senza mai invertire il calo dei ricavi. La Exor, finanziaria della famiglia Agnelli, possiede anche il celebre settimanale economico britannico “The Economist”

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