Ha ancora molti punti oscuri – soprattutto per quanto riguarda il movente – l’aggressione subita nell’androne di casa dall’avvocato padovano Piero Longo, difensore di Silvio Berlusconi ed ex parlamentare di Forza Italia. Non si tratterebbe di ragioni professionali, ma personali. A scagliarsi contro di lui sono stati una commercialista e il suo fidanzato. Lo hanno colpito a pugni e schiaffi, mentre all’esterno del palazzo era in attesa un’altra donna. La reazione del penalista ed ex docente universitario, che ha 76 anni, è stata fulminea: ha cominciato a gridare e ha estratto dalla tasca un pistola, sparando un paio di colpi in aria. Poi il terzetto è stato bloccato dagli agenti della Squadra Mobile, che hanno arrestato i primi due per lesioni gravi e denunciato a piede libero la terza persona.

L’episodio è accaduto poco prima della mezzanotte in un elegante condominio di riviera Tiso da Camposampiero, nel cuore di Padova. Gli aggressori hanno suonato più volte al citofono chiedendo a Longo di scendere. Quando il professionista è arrivato nell’androne, è stato insultato e colpito al volto e in altre parti del corpo. Ad infierire sarebbe stata soprattutto la donna. L’avvocato ha urlato e chiesto aiuto, attirando l’attenzione dei condomini. Poi ha estratto la pistola, che è regolarmente detenuta, e ha sparato un paio di colpi in aria. E’ riuscito ad impaurire la coppia, che però gli ha strappato l’arma di mano, prima di allontanarsi assieme alla donna che era in attesa fuori dal palazzo.

La Polizia ha arrestato Luca Zanon, 48 anni, trentino di Predazzo, maestro di sci, e la sua compagna Silvia Maran, 47 anni, commercialista padovana. Entrambi sono ora ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Ad accompagnarli era una donna di 31 anni, padovana, denunciata per concorso morale nell’aggressione. I primi soccorsi sono stati portati da un vicino. Longo era una maschera di sangue ed è stato trasportato in ospedale dove è stato accolto con una prognosi di 20 giorni. Però ha voluto tornare a casa, anche se il giorno successivo è stato sottoposto a una Tac. Zanon e Maran non si erano allontanati dalla zona. Anzi, anche loro avevano telefonato in Questura per raccontare quello che era accaduto. E hanno consegnato la pistola che avevano sottratto all’avvocato Longo. Le telecamere di videosorveglianza della zona hanno ripreso solo la prima fase, non l’aggressione vera e propria.

Ma perchè Longo è stato aggredito? Non per ragioni politiche e neppure professionali. Lo ha spiegato l’avvocato Niccolò Ghedini, collega di studio, parlamentare e difensore di Berlusconi: “Posso affermare che l’avvocato Longo non conosceva i suoi aggressori. Sono due perfetti sconosciuti nei confronti dei quali si riserva evidentemente ogni azione giudiziaria. Fin dal primo momento ha percepito le intenzioni tutt’altro che pacifiche di queste due persone, hanno avuto un approccio veemente nei suoi confronti. Purtroppo dalle parole sono passati ben presto ai fatti”. Poi ha aggiunto: “L’avvocato Longo ha un regolare porto d’armi e ha utilizzato la pistola sparando due colpi in aria dopo che i due sconosciuti hanno iniziato a prenderlo a pugni e schiaffi. Poi l’arma gli è stata sottratta e portata via”.

Luca Zanon e Silvia Maran sono difesi dall’avvocato Claudia Bagattin, che ha dichiarato: “I miei assistiti si riservano di raccontare in sede di convalida la loro versione sull’accaduto. Non possiamo aggiungere altro perchè non conosciamo le contestazioni della Procura”. Gli investigatori dovranno appurare quale sia il ruolo in questa vicenda della donna rimasta all’esterno del palazzo e quali rapporti abbia con la coppia protagonista dell’aggressione ed eventualmente anche con l’avvocato Longo.

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