“Il peggior dibattito che io abbia mai visto, anzi, non era nemmeno un dibattito: era una disgrazia“. All’indomani del primo confronto televisivo tra Joe Biden e Donald Trump, la maggior parte degli giornalisti e dei commentatori statunitensi concorda nel ritenere che, dal caos di insulti e accuse reciproche, nessuno sia uscito veramente vincitore dal faccia a faccia televisivo. A perdere sono stati soprattutto gli elettori che da casa hanno guardato un dibattito impossibile da seguire, continuamente interrotto, dove nessun tema è stato discusso in maniera approfondita.

I titoli della stampa d’oltreoceano sono un esempio lampante: “Con interruzioni, bugie e insulti, Trump calpesta il decoro nel dibattito con Biden”, affonda il New York Times. Il Washington Post si concentra invece sull’aspetto di cronaca più lampante: “Il primo confronto tra Trump e Biden segnato dalle costanti interruzioni di Trump”, così come il Wall Street Journal: “Un dibattito segnato da interruzioni e insulti”. Secondo Politico, si è arrivati al “punto più basso della politica presidenziale, un nuovo marchio della vergogna nazionale“. Poi spiega che il dibattito di Cleveland “ha cambiato” la storia dei dibattiti presidenziali, iniziata negli sessanta, e che finora era rimasta “una delle poche dimensioni della vita pubblica nazionale che aveva conservato una certa aura di solennità“.

I commenti a caldo dei giornalisti che lo hanno seguito in diretta sono stati ancora più espliciti: “It was a hot mess, inside a dumpster fire, inside a train wrec” ha detto a caldo il giornalista di Cnn Jake Tapper subito dopo la fine del confronto. Cioè: “È stato un gran casino dentro un cassonetto in fiamme, dentro un disastro ferroviario“. Ha poi definito l’evento televisivo il “peggior dibattito che io abbia mai visto”, spingendosi a chiamarlo “una disgrazia“, e imputando le colpe principalmente alle aggressive interruzioni di Trump. La sua collega Dana Bash senza mezzi termini ha parlato di “shitshow”: “Mi scuso per essere cruda, ma le persone che lo guardavano con genuino interesse sono quelle che sono state offese di più da questa performance, un brutto reality show“. Molti altri hanno parlato di “disastro”, dove non si riusciva nemmeno ad ascoltare una frase per intero.

Ma secondo un sondaggio condotto a caldo dall’emittente, il 60% dei suoi telespettatori ritiene che Biden – attualmente in testa nei sondaggi – sia uscito vincitore dallo scontro. Mentre il 28% ha indicato il presidente americano come vincitore: questi risultati sono quasi identici a quelli della stessa Cnn dopo il primo dibattito tra Trump e Hillary Clinton.

Sempre la Cnn, nel tradizionale articolo di analisi che apre il sito “the hits e the misses” ha deliberatamente lasciato in bianco il paragrafo destinato alle parti salienti e ai ‘successi’ dialettici dei candidati: “È stato orribile e non ne è uscito assolutamente nulla di educativo per il pubblico da parte dei due candidati, che non hanno spiegato nulla di cosa faranno nei quattro anni in cui potrebbero servire il Paese come presidenti”. Che poi è lo scopo principale dei dibattiti, chiarire il programma in modo da convincere gli indecisi o rafforzare le convinzioni del proprio elettorato.

Il dibattito, come quattro anni fa, è stato seguito da diversi gruppi di fact-checker delle principali testate giornalistiche: Cnn, ABC News, Bloomberg, Associated Press e New York Times. Tutti sono d’accordo nel ritenere che una grande quantità di affermazioni pronunciate dal presidente siano totalmente false: in particolare quelle sull’Obamacare – il piano di assistenza sanitaria – e sul lockdown. I fact-checker hanno anche smentito che Biden, come affermato da Trump, abbia mai chiamato gli afroamericani “super predators”: l’espressione fu usata una sola volta da Hillary Clinton commentando un disegno di legge contro la criminalità, e non era rivolta a quel particolare gruppo etnico.

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