Aurelio Visalli non è morto per annegamento, ma travolto dalle onde che gli hanno gravemente lesionato la colonna vertebrale. Questo è il primo riscontro dell’autopsia effettuata il 29 settembre sul corpo del sottufficiale della guardia costiera, deceduto il 26 settembre durante le operazioni di salvataggio di due ragazzini nel mare di Milazzo, come riporta Messinatoday. Le analisi dell’esame autoptico sono state condotte dalla medico legale, Elvira Ventura Spagnolo, su disposizione della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, che ha aperto un’inchiesta sul caso.

Durante l’autopsia, nell’obitorio dell’ospedale Giuseppe Fogliani di Milazzo c’erano anche il consulente di parte Alessio Asmundo e il legale della famiglia Visalli, Tommaso Calderone. L’esame ha rivelato che il sottufficiale nei suoi ultimi attimi di vita ha subito un forte shock traumatico, probabilmente per la furia delle onde, che gli hanno causato una grave lesione alla colonna vertebrale. E la morte, secondo l’autopsia, è sopraggiunta dopo pochi attimi.

Un elemento che influirà sull’attività di indagine, che intende stabilire con certezza la verità e attribuire eventuali colpe. Ieri l’avvocato Calderone ha presentato, per conto dei familiari, una corposa memoria sull’accaduto. Il cognato della vittima, Antonio Crea, ha avanzato sospetti sulle procedure e i mezzi in dotazione agli uomini che hanno effettuato l’intervento.

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