È finita dopo dieci giorni la fuga di Giuseppe Mastini noto come “Johnny lo Zingaro”, evaso il 6 settembre dal carcere di Sassari approfittando di un permesso premio. La polizia di Stato, in collaborazione con la polizia penitenziaria, lo ha infatti rintracciato in mattinata in un casolare a Taniga, frazione rurale di Sassari immersa nel verde. Nell’ambito delle operazioni gli agenti hanno arrestato in flagranza anche Lorenzo Panei, classe 1969, proprietario del villino dove è stato ritrovato, con l’accusa di favoreggiamento. La sua, ha spiegato lo stesso Mastini agli uomini della polizia al momento della cattura, è stata una fuga d’amore, progettata per stare con la compagna (anche lei in stato di fermo), ma non solo. Durante il permesso premio, aveva preso una boccata di libertà e a lui, che usciva ed entrava dal carcere dall’età di 14 anni, era piaciuta a tal punto da non voler più rientrare dietro le sbarre. Ora le indagini dovranno chiarire diversi punti e appurare le responsabilità, ma i primi dettagli sembrano indicare una fuga ben organizzata. Secondo fonti investigative, Mastini si sarebbe recato subito al casale di Taniga: durante il permesso, aveva poi quasi tutta la giornata libera e l’ha trascorsa con la compagna, automunita. I due dunque avrebbero avuto il tempo di organizzarsi e fare la spesa in modo da nascondersi per qualche giorno. Il tempo di far calmare le acque e, questa l’ipotesi della polizia, avrebbe fatto perdere definitivamente le sue tracce anche salpando per la Corsica. La cattura ha posto fine a tutti i progetti di fuga: Mastini, ricordano fonti della polizia, avrebbe potuto chiedere la semi-libertà dal prossimo anno, ma l’ipotesi ora appare più lontana.

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