Un boato che alcuni testimoni hanno descritto come “l’esplosione di una bomba in tempo di guerra”. Poi il fumo, le fiamme e le persone che hanno iniziato a scendere in strada. Piazzale Libia, sud di Milano, sì è svegliato così, alle 7 di mattina, dopo che una fuga di gas in un appartamento al piano terra ha causato una deflagrazione che ha provocato, oltre ai danni all’edificio, ai palazzi vicini e ai mezzi parcheggiati davanti, 6 feriti di cui uno grave. Si tratta del 30enne di origine ucraina che abitava nell’immobile da cui si è generata l’esplosione e che adesso è ricoverato con ustioni di secondo e terzo grado su tutto il corpo.

A permettere a Vigili del Fuoco e Polizia, accorsi sul posto per spegnere le fiamme ed evacuare gli abitanti rimasti nelle proprie case, di ricostruire l’accaduto è stata soprattutto la testimonianza di Aly, un uomo egiziano che passava dal luogo dell’incidente e che, visto il giovane uscire dall’edificio, è stato il primo a soccorrerlo: “Alle 7.15 passavo col mio furgone e ho sentito l’esplosione, un urto fortissimo, c’erano le tapparelle saltate – ha raccontato – Mi sono precipitato dentro e ho soccorso un ragazzo, l’ho avvolto in una coperta bagnata e l’ho portato fuori. Poi ho chiuso il gas”. L’uomo, che lavora in una ditta di pulizie nella zona, ha poi specificato che “quando ho visto il ragazzo sono tornato al mio furgone, ho preso una grossa coperta dal retro, l’ho bagnata, mi sono avvolto in un’altra e sono rientrato. Ho tolto i vestiti al ragazzo, era tutto bruciato. Ho avvolto il ferito, sono uscito fuori a chiedere aiuto e assieme a un’altra persona lo abbiamo portato fuori. Dopo averlo portato fuori sono rientrato per chiudere il gas in casa che era rimasto aperto”.

Il boato ha svegliato larga parte del quartiere, in una zona vicinissima a Porta Romana, nel centro del capoluogo lombardo. Oltre al 30enne, altre persone coinvolte hanno riportato ferite più lievi. All’interno del palazzo si sono verificati una serie di crolli di muri interni e non strutturali. “Molto probabilmente si tratta di gas metano, dovremo indagare da dove si è originata la perdita. Abbiamo fatto chiudere il gas da tutto l’edificio che è stato evacuato”, aveva già ipotizzato Maurizio Pendini, direttore e vice dirigente del comando dei Vigili del Fuoco di Milano. Al momento, fa sapere, mancano all’appello due inquilini, ma non è escluso che non fossero nel palazzo di nove piani o che possano essersi già allontanati. “Stiamo terminando la ricerca dei dispersi per eliminare ogni dubbio, probabilmente non ce ne sono. Il primo passaggio con i cani è stato negativo. È stata una forte esplosione, le notizie erano molto gravi, temevamo il peggio – ha spiegato Pendini – Si è verificata un’esplosione a pian terreno, c’è un ferito grave ma cosciente e cinque lievi. È stato danneggiato un appartamento e l’androne delle scale nonché tutte le finestre fino al quinto piano dell’edificio”.

Le persone che sono state trasportate in ospedale sono di più di quelle rimaste ferite nella deflagrazione. In genere si tratta soggetti in stato di ansia o che hanno subito piccoli infortuni dovuti a cadute mentre in tutta fretta cercavano di uscire dal palazzo. Tra le persone soccorse, una ragazza di 15 anni con trauma alla caviglia, portata al Fatebenefratelli, come una donna di 54. Due donne, una di 76 e una di 56, sono invece al Policlinico e una di 38 alla Mangiagalli.

Nel condominio, secondo quanto comunica l’Areu, che coordina l’emergenza-urgenza in Lombardia, vivono una cinquantina di persone. L’esplosione, secondo le prime informazioni, è avvenuta al piano terra e dopo la deflagrazione si è poi sviluppato un incendio che ha coinvolto il primo piano. Sul posto oltre una decina di mezzi dei pompieri anche nove ambulanze e due automediche, oltre a pattuglie di polizia e vigili urbani.

“È già stata predisposta l’assistenza in albergo per chi non potrà rientrare stasera a casa”, ha spiegato Cristiano Cozzi, direttore della Protezione civile di Milano. “I primi tre piani sono abbastanza lesionati. Si sta facendo una verifica strutturale e la ricerca di eventuali dispersi – ha spiegato – Poi i vigili del fuoco diranno cosa è agibile. Stiamo contattando tutti i circa 50 inquilini e verificheremo chi non può rientrare a casa, chi può stare da parenti o avrà bisogno di una camera in un albergo. È stato interessato anche il palazzo al civico 22 e pure in altre palazzine l’esplosione ha causato la rottura di vetri”.

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