Il cambiamento climatico, i venti caldissimi che soffiano fino a 80 chilometri all’ora. L’incuria dell’uomo, tra feste con fumogeni e scarsa manutenzione delle compagnie elettriche che aprono nuovi fronti di rischio. L’America brucia: sono migliaia gli ettari andati in fiamme sulla West Coast dove, finora, almeno 15 persone sono morte negli incendi che stanno devastando la California, l’Oregon e lo Stato di Washington negli Usa. Stando a quanto riportano le autorità, altre 7 persone sono morte ieri in California portando il totale a 10, mentre almeno altre cinque persone hanno perso la vita nei roghi negli altri due Stati. Vigili del fuoco da tutta l’America sono stati chiamati per tentare di contenere le fiamme. A partire da giovedì, più di 100 incendi in 12 stati occidentali hanno bruciato più di 4,3 milioni di acri, cioè 17.400 chilometri quadrati, secondo il National interagency fire center, l’agenzia governativa per la gestione dei roghi. Si tratta di un territorio grande quasi quanto lo Stato del New Jersey.

Drammatica la situazione in Oregon, dove sono state evacuate 500mila a causa dei roghi: si tratta di più del 10% dei 4,2 milioni di abitanti dello Stato, secondo quanto riferito dall’Ufficio per la gestione dell’emergenze dell’Oregon. Per la situazione dello Stato, rendo noto la Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha firmato la dichiarazione di emergenza. Le fiamme sono arrivate molto vicino alla città di Molalla, a circa 50 chilometri da Portland, innescando un ordine di evacuazione obbligatorio per la comunità di circa 9mila persone. Tra i centri più colpiti c’è la cittadini di Phoenix vicino al confine di stato della California lungo l’Interstate 5, dove gli abitanti hanno visto la loro comunità quasi totalmente distrutta. Secondo le informazioni, ieri si sono verificati 37 incendi simultanei, un numero shock per l’ufficio di gestione dell’emergenza. La governatrice Kate Brown ha fatto sapere che sono andati a fuoco più di 900mila acri (364mila ettari) negli ultimi tre giorni: si tratta di un’area più vasta delle dimensioni del Rhode Island e quasi il doppio del territorio che viene distrutto dai roghi solitamente in un anno.

La Bay Area di San Francisco ieri si è svegliata con un cielo in stile ‘Blade Runner 2049. La coltre di fumo non ha fatto penetrare i raggi del sole, e lo skyline della città – come quello di Oakland e Berkeley – si è tinto di tonalità che andavano dal mattone al rosso cupo passando per l’arancione, mentre piogge di cenere trasportate dal vento si depositavano sulle strade. Sul web sono diventate virali le incredibili immagini dei residenti che hanno immortalato i luoghi iconici di San Francisco, a partire dal Golden Gate Bridge, in uno scenario apocalittico. “Quando il fumo e la cenere diventano ancora più densi vicino agli incendi, la luce del sole si può bloccare completamente, facendo sembrare di trovarsi nel cuore della notte”, ha spiegato il meteorologo della Cnn Judson Jones. La California quest’anno ha raggiunto un altro triste record con quasi 931 mila ettari bruciati nei roghi.

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