Volevano rivelare il sesso del bambino che stava per nascere con uno spettacolo mozzafiato, secondo quelli che ormai negli Stati Uniti sono diventati i tradizionali “gender-reveal party“. Ma il loro gesto, fatto come tradizione vuole con un fumogeno (di colore rosa se la nascitura sarà una femmina e di colore blu per un maschio), ha provocato uno dei più grandi incendi degli ultimi giorni in California. È stato proprio a causa del “dispositivo pirotecnico che genera fumo”, spiegano gli ufficiali alla Cnn, se dal 5 settembre l’El Dorado Ranch Park a Yucaipa sta bruciando ininterrottamente, preoccupando le autorità di Los Angeles, qualche chilometro più a ovest. Un rogo che si aggiunge a quello già scoppiato nella stessa area dove, poco più a sud, sono ormai più di 37 giorni che brucia la zona da dove era cominciata la tradizionale raccolta di mele, devastando oltre 135 chilometri quadrati di vegetazione.

L’incendio all’El Dorado Ranch Park era partito due giorni fa, alle 10.23 secondo i vigili del fuoco, e si era allargato a tutta la zona nord del parco, fino a devastare a oggi quasi 30 chilometri quadrati della San Bernardino National Forest. Per proteggere la popolazione circostante erano state ordinate già dal primo giorno evacuazioni in tutta l’area, dalle comunità di Oak Glen a quelle di Yucaipa Ridge, Mountain Home Village e Forest Falls. Più di 500 persone sono state impiegate per fermare le fiamme, insieme a quattro elicotteri. Ma anche questo incendio sarà difficile da domare: i venti, infatti, continuano a soffiare a 5-8 km/h con raffiche fino a 16 km/h, rendendo difficile il suo contenimento. I responsabili, al momento, non sono stati comunque multati per aver appiccato l’incendio.

Non bastano, dunque, gli eventi naturali come i forti venti e le tempeste di fulmini ad aizzare le fiamme. A più di un mese dall’inizio dei primi incendi che stanno devastando la California, lo Stato continua a bruciare, e stavolta anche per colpa dell’incuria degli esseri umani. Il numero di ettari bruciati continua a salire e nel Paese non è più possibile contare il numero di sfollati. Se sono quasi contenuti gli incendi nella zona vinicola a nord di San Francisco e in tutta l’area intorno all’omonima baia, non si può dire lo stesso per le aree più interne della California, dove nuovi incendi stanno mettendo a dura prova i soccorsi già provati a oltre un mese di lavori straordinari. Insieme alla parte più orientale della periferia di Los Angeles, ha cominciato a prendere fuoco anche la Sierra National Forest, dove sono andati in fiamme quasi 300 chilometri quadrati di bosco, mentre è ancora lontana la fine degli incendi che minacciano il parco con le sequoie secolari, monumento nazionale, in fiamme da più di due settimane, e la zona dell’August Complex, nel nord del Paese, dove numerosi roghi stanno continuando a bruciare ininterrottamente da almeno 20 giorni.

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