“Una regia dietro gli attacchi nei miei confronti sui social? Non lo so e non mi interessa. Due mesi fa sono uscito dai social e non ho più visto nulla. Non mi interessa neanche troppo leggere di me stesso. Posso leggere una critica di un giornalista o di un telespettatore che mi scrive, ma non perdo certo tempo con quello che scrivono sui social dove ci sono troppe semplificazioni e troppa superficialità”. Pierluigi Diaco è lapidario nell’esprimere, in un’intervista a Leggo, il suo pensiero sul ruolo dei social e sul peso che hanno i giudizi che lì nascono e vengono rilanciati.

“Penso che ci sia una dittatura culturale che radio e televisioni subiscono, con una sudditanza che mi colpisce – ha proseguito il conduttore di Io e Te -. I media tradizionali sono molto più importanti di Twitter. L’agenda degli argomenti non la possono dettare i social: dovrebbero farlo i media tradizionali, con argomenti che poi magari i social discutono. Basta riguardarsi le puntate su RaiPlay per capire che ciò che veniva scritto in quel mondo virtuale, composto spesso da persone che salgono in cattedra a dare le pagelle alla vita professionale altrui, non corrisponde alla realtà. L’ho percepito anche dalle tante lettere che ho ricevuto”.

“Mi colpisce e mi ferisce la cattiva fede – ha spiegato ancora Diaco -. I social danno una rappresentazione del Paese in cattiva fede, e non è vero. Il Paese è migliore di quello raccontato in rete. E’ un Paese in cui c’è bisogno di silenzio. Chi sta sui social è ormai un tuttologo. Parlano di tutto anche se non hanno nulla da dire”.

Oggi doveva andare in onda l’ultima puntata della stagione di Io e Te ma non è stato possibile a causa di un sospetto caso di Covid tra i suoi collaboratori e ora tutti i suoi fan si chiedono quando lo rivedranno in tv. Nel palinsesto invernale Diaco non è presente con nessun programma ma visto l’affetto che il pubblico gli ha dimostrato in questi mesi non è escluso che possano esserci novità.

“Ho stima di Stefano Coletta, abbiamo avuto un incontro qualche giorno fa cordiale e proficuo. Non giudico un direttore dal fatto che mi faccia lavorare o meno. Non credo che la Rai mi debba qualcosa. Ho già presentato una proposta per il 2021. Non mi piace fare la vittima. Sono attraversato da un sentimento di gratitudine – ha detto il conduttore -. Le scelte dei direttori sono insindacabili. Avevo un impegno con la Rai che scadeva il 4 settembre, non si è mai parlato di andare oltre questo tempo con ‘Io e Te’. Non nascondo che mi sarebbe piaciuto tornare alla collocazione della seconda serata del sabato: qualora avessero voluto, ne sarei stato felice. Ma nessuno mi ha mai detto che il tempo di programmazione sarebbe andato oltre”.

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