Tre miliardi di euro in cinque anni per trasformare la Grecia in paese green friendly. Si chiama “Greek Green Funds” il paper del Ministero dello sviluppo e della Banca ellenica per lo sviluppo (EATE) per incentivare la creazione di nuovi fondi di privare equity che investiranno, tramite acquisizione di una partecipazione o tramite un’obbligazione, esclusivamente in start up che operano nella cosiddetta economia verde: in particolare riciclo, biomasse e biogas per la produzione di energia, eolico e fotovoltaico.

Con un programma iniziale da 400 milioni di euro, il governo attirerà fondi dall’estero che porteranno a investimenti in un settore al centro dell’interesse globale. Si tratta di fondi che, a seconda della tipologia, potranno partecipare a singoli progetti che verranno implementati da società di scopo, come un parco eolico o fotovoltaico, partecipando direttamente nell’azienda che lo sviluppa e lo gestisce.

Inoltre i singoli fondi avranno anche l’opportunità di investire fino al 30% dei loro portafogli in progetti di infrastrutture non energetiche. La partecipazione della Banca di Sviluppo a grandi fondi può arrivare fino al 30% con un importo massimo di 100 milioni di euro. Per un fondo di 30 milioni di euro la partecipazione può arrivare fino a 21 milioni di euro, ovvero il 70%.

L’iniziativa ha riscontrato l’approvazione del cosiddetto Piano Pissarides, il vademecum di spesa dei fondi Ue scritto da un team di esperti guidato dal Nobel cipriota per l’economia, secondo cui entro il 2030 verranno realizzati in Grecia investimenti per l’installazione di circa 9.000 MW, principalmente da eolico e fotovoltaico. Per questa ragione è prevista in parallelo la possibilità per cittadini proprietari di un fondo di installare pannelli solari il cui costo iniziale di 200mila euro può essere coperto tramite prestiti agevolati per giovani imprenditori e donne. Con una rendita netta di 2000 euro al mese per 20 anni grazie all’energia prodotta e venduta, che scende a 1000 euro in caso si acceda al prestito agevolato.

Il governo lavora anche alle azioni di efficientamento energetico degli edifici, residenziali e commerciali. Entro il 2030 il 15% delle abitazioni del Paese, ovvero circa 600.000 edifici, dovrebbe essere ristrutturato o sostituito da nuovi edifici a consumo energetico pari a zero. La Grecia potrebbe inoltre fare affidamento sulla produzione di cavi, tralicci e altri elementi per impianti di energia verde assieme ad altre infrastrutture per impianti eolici offshore.

E’ in via di finalizzazione il piano nazionale per i fondi del pacchetto Next Generation Eu da 750 miliardi che la Commissione Europea ha lanciato in risposta ai danni provocati dal Covid. Il piano greco dovrebbe essere presentato ai commissari in ottobre. Inoltre il governo sta per lanciare un programma di bonus green per imprese e famiglie, compresi incentivi per le auto elettriche e per giovani agricoltori tramite la rottamazione di vecchi trattori inquinanti.

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