I casi registrati a luglio e agosto in Puglia potrebbero essere la scintilla che, se non sorvegliata, potrebbe far divampare la seconda ondata di coronavirus. Lo sostiene l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo della task force regionale pugliese per l’emergenza nella Regione: “Penso rappresentino l’innesco di una seconda ondata – scrive su Facebook – Lo stesso innesco che a febbraio, semplicemente, non abbiamo rilevato e che poi ha provocato la grande ondata”. Secondo Lopalco, però, “le onde di oggi sono quelle di una mareggiata. Se siamo bravi a contenerle, probabilmente non svilupperanno lo tsunami”.

Oggi i casi di coronavirus nella Regione appaiono dimezzati rispetto a ieri, ma calano anche i test. Secondo il bollettino epidemiologico regionale, oggi sono stati effettuati 1.746 tamponi (contro i 2.123 di ieri) e sono stati registrati 16 casi positivi, a fronte dei 33 di ieri. Lopalco spieda l’attuale fase pandemica mostrando un grafico dell’andamento della curva dei contagi dove si nota il picco tra marzo e aprile. “Lo tsunami – dice riprendendo la metafora delle onde – è evidente nella parte sinistra del grafico. Grazie al cielo nella nostra Regione la violenza è stata moderata e abbiamo avuto il tempo per prepararci a contenerla. Ma cosa dobbiamo aspettarci nelle prossime settimane? L’aumento dei casi recenti nella parte destra del grafico – prosegue l’epidemiologo – ha chiaramente un andamento completamente diverso da quello registrato a fine febbraio. Il virus è cambiato? L’estate ci aiuta? Non penso“.

Poi l’epidemiologo commenta l’età dei contagi, molto più bassa rispetto a sei mesi fa. “I casi che registriamo oggi – conclude Lopalco – sono di età più giovane e di gravità mediamente molto più lieve dei casi di febbraio. Sono dunque quei casi che a quel tempo non erano per nulla intercettati dal sistema di sorveglianza“.

Intanto, porti e aeroporti pugliesi si stanno organizzando per mettere in pratica l’ordinanza emanata ieri dal ministro della Salute che prevede tamponi per chi arriva da Grecia, Spagna, Malta e Croazia. Sarà l’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera a occuparsi dell’esecuzione dei tamponi che saranno gratuiti. La Regione Puglia starebbe pensando di mettere a disposizione personale qualificato delle Asl, garantendo un presidio sanitario fisso. Nei porti di Brindisi e Bari, invece, l’Autorità portuale studia la possibilità di permettere a chi arriva dai paesi indicati dall’ordinanza ministeriale di eseguire i test ma a pagamento, come conferma il presidente Ugo Patroni Griffi: “E’ al momento solo un’idea alla quale stavamo lavorando, ovviamente non sarebbe obbligatorio ma solo un servizio aggiuntivo”.

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