Marco era appassionato di jeep, Camilla una piccola campionessa di cheerleading, Samuele e i piccoli Elia e Nicolò erano andati con loro a vedere le stelle sull’Alpe Chastlar, in uno dei punti più panoramici dell’alta Valle Grana, nel Cuneese, dopo un pomeriggio di pioggia finito con un arcobaleno tra le malghe della borgata Chiotti, sopra Castelmagno. Poi una manovra sbagliata o forse una distrazione e il defender è finito in un precipizio rotolando giù per oltre cento metri e sbalzando i giovani fuori dall’abitacolo, uno dopo l’altro. In cinque non ce l’hanno fatta, altri due minorenni sono in gravi condizioni ma fuori pericolo.

Tra le vittime c’è Marco Appendino, l’unico maggiorenne. Ventiquattro anni, una passione per le macchine da fuoristrada come testimonia il suo profilo Instagram. C’era lui alla guida del Land Rover Defender, lo stesso immortalato in una delle ultime foto: lui sul cofano, insieme a un amico. Ed ecco altri scatti di raduni con appassionati, due estati fa in Mongolia, nella zona dell’Himalaya.

Insieme a lui è morta Camilla Bessone, 16 anni, tra le azzurre della Nazionale di cheerleading che nel marzo 2019 avevano partecipato ai mondiali negli Usa. Avrebbero dovuto riprovarci questo, le Seventeen, ma sono state bloccate dal Covid. “Camilla voleva vedere le stelle, probabilmente perché era la cosa di questo pianeta che più le somigliava; Camilla era una ragazza di 16 anni con una forte determinazione, impegnata nel portare avanti i suoi obiettivi e nel vivere per gli ideali in cui tanto credeva”, il saluto di Federica Rossi, allenatrice del Team Italia di Performance Cheer.

Con loro erano saliti dalla borgata Chiotti all’Alpe Chastlar anche Elia e Nicolò Martini, fratellini di 14 e 17 anni, nipoti di un consigliere comunale di Castelmagno. La conoscevano bene la montagna, perché figli di due margari: vivevano in alpeggio da fine inverno all’inizio dell’autunno. Samuele Gribaudo di anni ne aveva quasi 15 anni, ‘amichetto’ di giochi e corse in montagna nei mesi estivi, quando con la sua famiglia di San Benigno di Cuneo arrivava a Castelmagno per godersi la seconda casa.

Adesso toccherà ai carabinieri comprendere cosa è successo attorno alla mezzanotte all’altezza di uno dei tornanti che li avrebbe riportati in paese dopo quella gita a 1.900 metri di quota, organizzata nel pomeriggio nella piazza della borgata. Li aiuteranno i racconti dei quattro passeggeri sono sopravvissuti, se e quando riusciranno a ricordare quanto è successo. “Erano andati a vedere le stelle”, ripetono a Chiotti. “È una di quelle tragedie che succedono non perché i ragazzi hanno bevuto, ma per una distrazione – dice il sindaco Alberto Bianco – Me lo hanno assicurato i carabinieri. Quel defender, su una strada sterrata, forse avrà fatto i 15 chilometri orari. Sono strade che loro conoscevano molto bene, che facevano tutti i giorni per portare le mucche al pascolo”.

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