Il 12 luglio lo hanno presentato alla città e adesso è aperto a tutti! Quello che ho vissuto in un pomeriggio è stato benefico, energizzante e con un effetto di ricarica del buonumore che difficilmente si può spiegare a parole. Pertanto non posso che invitarvi tutti a provarlo non appena ne avrete la possibilità e, questa possibilità, createla, per il vostro bene, per il vostro equilibrio. Tra me e me ho pensato: “Wow, un’oasi di civiltà, mi sembra di essere in un universo parallelo dove la mia Palermo ha saputo ritrovare ciò che merita, ciò che dovrebbe essere la normalità!”

Palermo deve avere una gran forza se, nonostante tutto, riesce ad essere così bella. La natura vince e se impariamo a rispettarla un po’ di più potremo solo gioirne ed averne numerosi vantaggi personali e collettivi. La rivoluzione culturale deve ripartire e per farlo servono le basi: la volontà, la determinazione e le persone che portino tutto questo avanti con costanza. Ci vuole una visione e una progettualità. Artisti, intellettuali e comunicatori, e servono investitori e voglia di coinvolgere positivamente quante più persone possibile. Persone che fremono per guardare ciò che non va, amare profondamente e pertanto trovare la forza di cambiare.

Ma bisogna avere un posto, una cornice in cui progettare, respirare e vivere la possibilità, per rendersi conto che non sia un’utopia e se questo posto non c’è, si dovrebbe costruire, partendo dal basso, sbracciandosi per creare bellezza. E non per giustificare il capitalismo feroce che ci sta sbranando, non per mettere in bocca a Peppino Impastato (quello del film di Giordana) delle parole poetiche e poi strumentalizzarle, ma perché ne possiamo davvero essere capaci (come Roy Paci ci ha ricordato insieme a tanti amici Siciliani in memoria del 23 maggio).

Palermo se lo merita e molti palermitani, italiani e cittadini del mondo, se lo meritano. E questo posto c’è, ed è un grande polmone verde in viale Regione siciliana Sud Est al numero 397, a metà strada tra Palazzo dei Normanni e Monreale. Quando ho pensato “oasi di civiltà” avevo appena trascorso 4 ore ad osservare persone di tutte le provenienze culturali, sociali e geografiche vivere in un contesto comune rispettando l’ambiente (tenendo i rifiuti in mano o in tasca fino all’uscita – dove ci sono gli unici contenitori – senza buttarli ovunque), come “se fossi al nord”.

Sembra banale ma è culturale, il problema è risolvibile offrendo e mantenendo bellezza e rispetto. I bambini giocavano tra gli spruzzi degli innaffiatoi, bagnati correvano tra sconosciuti che a loro volta indicavano ai genitori dove fossero corsi i bimbi, e tutti senza tablet o social ossessionanti. Disconnessi dalla rete e connessi con l’umanità. Sorrisi e positività, ora che ne abbiamo un estremo bisogno.

Tra laboratori, attività per bambini, possibilità di praticare sport per donne e uomini (jogging, yoga e fitness) e per animali – in collaborazione con cooperative specifiche e molteplici realtà e associazioni –, o semplicemente per passeggiare e rilassarsi all’ombra degli alberi secolari (o nel solarium attrezzato su uno dei prati), o godere del cibo delle degustazioni di prodotti tipici al corner dedicato al ristoro, si vive al Parco Villa Tasca.

Nei prossimi mesi arriveranno lo “Spazio cultura”, con concerti ed eventi, il cinema all’aperto, per distendersi sul prato della tenuta e assistere a proiezioni di film selezionati attraverso la collaborazione con i maggiori esperti di cinema della città. Palermo è una città che soffre e che ha un rapporto con il male molto forte. Ma è anche un portale energetico fortissimo e, saper incanalare armonicamente la sua energia può portare alla vera rivoluzione positiva.

Torneranno Dolce e Gabbana, che alcuni anni fa hanno permesso a molti scettici di avere uno sguardo differente su ciò che era sotto gli occhi di tutti, tutti i giorni: la bellezza che dobbiamo rispettare e coltivare. Basta poco per cambiare un punto di vista e rendersi conto di come si possa volgere al bene.

Adesso Giuseppe Tasca e Luisa Mainardi hanno dato l’input, dopo oltre un anno e mezzo di lavori, mettendo a disposizione 6 ettari di antichi agrumeti, palme rare e alberi secolari in cui riscoprire il legame con la natura. Tra percorsi pedonali (gli stessi al fianco dei giardini storici di Villa Tasca dove Richard Wagner s’ispirò per il terzo atto del Parsifal e Jacqueline Kennedy e la Regina del Belgio Paola di Liegi passeggiarono) e prati immensi, poi un’ulteriore figata: il primo Labirinto edule al mondo, composto da varietà botaniche autoctone che formeranno la scritta “Save Diversity”!

Un angolo della Conca d’Oro che si è salvato ha resistito al drammatico sacco di Palermo che ha asfaltato le meraviglie distruggendo arte e natura. E adesso, smantellato il vivaio che ne occupava il terreno, Giuseppe e Luisa hanno hanno voluto fortemente e realizzato la trasformazione con la landscape architect Patrizia Pozzi con la collaborazione di Stefano Dentice. L’accesso al parco avverrà con un biglietto dal costo simbolico, che ha durata annuale e può essere acquistato anche online sul sito parco.villatasca.com dove trovate tutte le informazioni. Bravo Peppe, brava Luisa, grazie!

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