“La più grande ingiustizia che è stata fatta a Carlo è quella di aver impedito un processo”. La pensa così Giuliano Giuliani, il padre di Carlo, il ragazzo ucciso durante gli scontri del G8 di Genova nel 2001. A 19 anni di distanza dai fatti, il genitore del manifestante assassinato in piazza Alimonda ricorda come non fu celebrato alcun processo per l’omicidio del figlio. Il carabiniere Mario Placanica, infatti, fu indagato per omicidio colposo e poi prosciolto avendo agito perché gli fu riconosciuto di aver agito per legittima difesa. “Se guardiamo a come sono stati affrontati i fatti di Genova dobbiamo ricordarci che l’omicidio di Carlo, il fatto più grave, venne tolto di mezzo da subito. Sicuramente si può dire che il 2001 fu l’anno zero, è stata una repressione violenta e organizzata, non c’è il minimo dubbio, è stato archiviato un omicidio senza nemmeno concedere la possibilità di un processo”, spiega Giuliani all’agenzia Adnkronos.

Commenta i fatti di Genova 19 anni dopo anche Vittorio Agnoletto, che nel 2001 era il volto storico del Genoa social forum. “Allora – dice – noi avevamo ragione, avevamo capito che questo modello di sviluppo ci portava verso il disastro: non siamo stati creduti e anzi siamo stati colpiti e repressi. Oggi di quella sconfitta del movimento ne paghiamo tutti un prezzo altissimo”. Medico ed ex europarlamentare di Rifondazione comunista, Agnoletto oggi lancia un appello indirizzato “anche a coloro che ci vedevano come dei sognatori, quando dicevamo che un altro mondo è possibile. Non ci avete creduto allora, credeteci oggi: lavoriamo insieme per cambiare questo mondo. Un altro mondo era possibile nel 2001 un altro mondo è necessario oggi”.

Il leader delle manifestazioni contro il G8 di Genova, 19 anni dopo, ricorda: “Ci vedevano come persone che parlavano di qualcosa di irrealizzabile, oggi siamo qui a dire a quelle persone che avevamo ragione. Siamo in mezzo ad una crisi economico-finanziaria e in mezzo una crisi sanitaria e ambientale incredibile, la conseguenza dei rischi che noi vedevamo allora”. Agnoletto lega i temi del movimento del 2001 con quelli di oggi: dai migranti all’ambiente. “La prima manifestazione che venne fatta a Genova – spiega – fu quella dei migranti, e oggi siamo ancora a parlare di migranti, di navi che vengono lasciate in mezzo al mare, di gente che annega, di chi vuole multare le Ong che cercano di fornire un’opera di salvezza. E siamo a discutere ancora di forme di razzismo conclamato che si sviluppano nelle strade degli Stati Uniti. Allora, tutti questi germogli, questi temi, erano presenti nelle tematiche di Genova. Io mi chiedo che cosa sarebbe successo se fossimo riusciti a convincere la maggioranza della popolazione e un pezzo della politica su quei contenuti ancora totalmente attuali: forse non saremmo finiti in un imbuto disastroso”.

L’ex portavoce del Social forum, oggi docente di Globalizzazione e Politiche della salute all’Università Statale di Milano, ricorda inoltre come i temi ambientali fossero già dibattuti all’epoca: “Se si vanno a risentire le registrazioni del 16 luglio del 2001 all’assemblea di apertura del Forum Sociale di Genova, fra gli interventi introduttivi ce ne sono due molto interessanti. Il primo è quello dell’economista filippino Walden Bello, che allora diceva che andando avanti con questo modello di sviluppo ci saremmo trovati ad affrontare cambiamenti climatici incredibili, situazioni dove interi popoli avrebbero abbandonato le loro terre cambiando il rapporto di tutte le specie sulla terra”. Agnoletto spiega inoltre di essere al lavoro per organizzare il ventesimo anniversario del G8, che cadrà nel luglio del 2021: “Questi sono i contenuti attorno ai quali stiamo ragionando di organizzare il ventennale, non una rimpatriata, non un discorso da reduci i temi di allora che però devono essere attualizzati con quello che è accaduto in questi ultimi vent’anni”.

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