Condannato per avere per pagato la moglie come assistente, con un salario “sproporzionato” al lavoro che svolgeva, e i due figli, remunerati per impieghi fittizi. Si chiude con una condanna a 5 anni di carcere, 3 dei quali con la condizionale e 375mila euro di multa, il processo Francois Fillon, primo ministro francese dal 2007 al 2012, colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici. Stesso capo di imputazione per la moglie Penelope, sua complice, condannata a 3 anni anche lei con sospensione della pena come a Marc Joulaud, che sostituì Fillon nel seggio parlamentare, multato con 20mila euro.

Lo scandalo dei rimborsi parlamentari – che ha fruttato alla famiglia oltre un milione di euro dalla fine del 1998 – era esploso sui media francesi tre mesi prima delle presidenziali del 2017, quando Fillon era il favorito nella corsa dopo avere sconfitto Nicolas Sarkozy nelle primarie della destra neogollista. Ma la vicenda giudiziaria ha spalancato la porta alla vittoria nelle presidenziali di Emmanuel Macron. Fillon è stato condannato anche a 10 anni di ineleggibilità. Gli avvocati suoi e della moglie, Pierre Cornut-Gentille e Antonin Lévy hanno annunciato che ricorreranno in appello contro la sentenza, definita “ingiusta”. Oltre alle ammende di 375mila euro, l’ex premier e la moglie sono stati condannati a risarcire congiuntamente 401mila euro, mentre altri 679mila euro dovranno essere risarciti congiuntamente da Penelope Fillon e Marc Joulaud.

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