Mi auguro che i dipendenti, tutti, di Alitalia decidano di scendere in sciopero contro se stessi per la gigantesca incapacità con cui dimostrano di non sapere gestire l’avvio verso la normalità dopo il periodo Covid.

La storia coinvolge migliaia di cittadini che si sono visti cancellare i voli e che non riescono, in questi giorni e in queste ore, a collegarsi in alcun modo con Alitalia per capire se potranno riproteggersi su altri voli o trovare soluzioni alternative.

Sta di fatto che i centralini non rispondono, limitandosi a farti pagare la telefonata in maniera esosa e le mail sono interdette. Ora la risposta che la signorina Viviana di Alitalia mi ha dato è la seguente: “Ciao Achille, i nostri numeri sono operativi ma le linee congestionate, pertanto può capitare che non inizi la chiamata. Ci scusiamo per il disagio, i colleghi stanno facendo il possibile per gestire tutte le richieste. Ti chiediamo gentilmente di pazientare e ti invitiamo a riprovare”.

La gentile impiegata dimentica che ogni telefonata da telefono fisso costa 64 centesimi al minuto senza scatto alla risposta, glissa sul fatto che esiste anche la possibilità di evadere, grazie a sistemi operativi che nell’anno di grazia 2020 ogni compagnia aerea dovrebbe avere, le richieste. Giusto per fare un esempio le compagnie low cost scoraggiano il ricorso al telefono incoraggiando, al tempo stesso, la possibilità di operare tramite loro sistemi.

Alitalia, l’assistita Alitalia al contrario, propone il telefono come soluzione ai problemi di migliaia di cittadini che si troveranno, oltre che danneggiati dalla cancellazione dei voli, anche sbeffeggiati per l’obolo richiesto per telefonate destinate a non andare a buon fine. Il tutto all’indomani dell’ennesimo regalo che uno Stato agonizzante ha deciso di fare ad una compagnia ancor più agonizzante.

Ora, se tutto ciò non coinvolgesse cittadini, parte dei quali desiderano da mesi lasciarsi il passato alle spalle, incontrare i propri congiunti lontani, riprendere a vivere in condizioni di paranormalità o, semplicemente, riprendere a lavorare, incontrare gente, darsi da fare, ci sarebbe di che ridere. Se tutto ciò non apparisse come l’ennesima, arrogante, incapace gestione dei rapporti con i viaggiatori di cui Alitalia ha dato sempre ottima prova potremmo derubricare questa situazione all’infinita aneddotica di una compagnia di bandiera che dalla sua nascita è stata solo un utile carrozzone per la politica e per i loro amici.

Ma è di questi giorni la decisione di rinazionalizzare, di fatto, questo carrozzone, evidentemente non domandando loro di comportarsi da azienda seria ma, al contrario, accettando passivamente la loro palese incapacità di gestione. Tanto, fatti contenti i sindacati, che ce ne frega del cittadino che con le sue tasse permette tutto ciò?

Se ci aspettiamo che Alitalia rappresenti il vettore grazie al quale fare conoscere le nostre bellezze all’estero si sappia che tutti i nostri soldi sono e saranno soldi buttati. Andava venduta ai francesi o fatta fallire. Altre soluzioni non esistono.

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