Gli italiani in quarantena hanno detto stop al sesso. Per i single, poi, è la Caporetto della libido. Secondo una ricerca presentata da Durex ben l’83% degli intervistati ha confessato un generale calo del desiderio e della pratica sessuale durante il periodo di lockdown dovuto al Coronavirus. Il 23% ha invece sostenuto di aver mantenuto un livello di attività sessuale quasi uguale al periodo pre-quarantena. Tra le principali motivazioni espresse a giustificazione del drastico decremento di numero e frequenza di accoppiamento ci sono la scontata ansia, la paura del contagio, ma soprattutto la presenza di bambini in casa e l’obbligo di distanziamento sociale. “La pandemia che ha colpito il nostro Paese ci ha costretto per motivi di sicurezza all’isolamento sociale. Questa condizione ha generato degli effetti psico – sessuali a breve e a lungo termine. Aumentati i sentimenti di ansia, ossessività, compulsività per il contagio e effetti simil depressivi; si sono drasticamente ridotte le pratiche sessuali – compreso il petting – con i partner occasionali ma anche con il partner stabile – ha spiegato la sessuologa Sonia De Balzo. E se per i rapporti di coppia siamo al lumicino, per i single è stata una vera e propria debacle.

Intanto è importante fare una distinzione tra i single che non hanno alcuna frequentazione e quelli che, invece, hanno un rapporto saltuario che non può però essere definito come relazione. Infatti, mentre per i primi vi è stato un drastico crollo dell’attività sessuale, addirittura per il 98% degli intervistati, i secondi hanno lamentato qualche difficoltà in meno, con un calo dell’attività sessuale che ha toccato comunque il 93%. Un altro dato piuttosto sorprendente, sempre fornito dalla ricerca Durex (500 persone tra i 15 e 55 anni), è che nella fase di lockdown si sono mantenute stabili le attività sessuali praticate in autonomia, come la masturbazione (62% prima, 60% durante) e la visione di materiale pornografico (38% prima, 37% durante), mentre sono drasticamente crollate quelle che prevedono il contatto fisico e che invece svettavano nella fase pre-quarantena, tra queste: i baci (63% prima, 8% durante), il sesso vaginale (59% prima, 8% durante), il sesso orale (48% prima, 4% durante) e il sesso anale (21% prima, 4% durante). E ancora: per i single i rapporti occasionali sono calati in generale dal 34% al 3%, come è crollato l’utilizzo di app di incontri sceso dal 21% pre-lockdown al 6% durante la quarantena.

Per capire come tornare alla normalità, in estrema sicurezza, evitando le infezioni trasmesse per contatto, come la Sars-CoV-2 e le più classiche malattie sessualmente trasmissibili è nata la nuova campagna educational di Durex, “Safe is the new normal”. Un’iniziativa, realizzata in collaborazione con Anlaids, la prima associazione italiana nata nel 1985 per fermare la diffusione del virus HIV e dell’AIDS, che ha permesso l’insediamento di una task force di esperti in ambito medico-scientifico che avrà il compito di sensibilizzare gli italiani alla prevenzione. La Task Force multidisciplinare è costituita dal Professore e infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano Massimo Galli, la sessuologa Sonia De Balzo, lo psicologo Alberto Venturini; la dermatologa in attività presso lo Spallanzani di Roma, Alessandra Scarabello. A breve, come spiegato al FQmagazine da Durex, verrà pubblicato un decalogo con le cose da fare e non fare in ambito sessuale nel post Covid-19.

Memoriale Coronavirus

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Successivo

La sessualità è una questione di punti di vista. E anche la terza età ha il suo

next