Un bonus fino a mille euro (lordi) nella busta paga di giugno per 13mila operatori sanitari del Lazio fra medici e infermieri. Un “premio” per gli oltre due mesi e mezzo, dal 10 marzo al 31 maggio, di emergenza Covid. “Dopo gli applausi degli italiani, è il riconoscimento per chi ha lottato e fatto immensi sacrifici”, ha scritto su Twitter il governatore Nicola Zingaretti. La somma, secondo quanto annunciato, sarà accreditata con lo stipendio in arrivo a fine giugno. La misura ricalca quella già stata intrapresa in aprile dalla regione Emilia Romagna. “Nei prossimi mesi ci sarà anche un riconoscimento aggiuntivo della quota con le risorse nazionali previste per tutti gli operatori”, come ha confermato l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato. Il riferimento è ai 24 milioni di euro stanziati con il decreto ‘Cura Italia’. Esulta anche il Pd Lazio: “La Regione Lazio – afferma il segretario regionale dem, Bruno Astorre – dà il giusto merito a chi ha lottato senza sosta durante la fase più acuta dell’emergenza e che, ancora oggi, resta in prima linea per la sicurezza dei cittadini”.

L’intesa sul bonus era stata raggiunta l’11 aprile scorso, ma l’accordo è stato sottoscritto dalle sigle sindacali solo il 12 giugno. “I bonus saranno per tutti – confermano Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – a partire da un riconoscimento minimo di 370 euro per chi ha lavorato almeno 20 giorni tra il 10 marzo e il 31 maggio, e saranno graduati in aggiunta a tale somma sulla base di approfondimenti svolti caso per caso in ogni azienda, tenendo conto della realtà concreta come i turni di lavoro o l’esposizione al rischi, con un premio medio di circa 500 euro”.

In effetti, sull’ammontare netto del bonus dipenderà molto dalle situazioni personali e nazionali. “Sarebbe importante che tali somme potessero godere di una fiscalità agevolata per avere più risorse in busta paga per gli operatori sanitari”, affermano dalla Regione Lazio sulla richiesta di chiarimenti da parte de ilfattoquotidiano.it. La palla, dunque, passa al governo nazionale. Forti polemiche sulla questione netto-lordo c’erano già state in Lombardia, quando il consiglio regionale aveva dovuto stanziare in extremis 30 milioni di euro per finanziare il riconoscimento annunciato fino a 1.250 euro e comunque erogato in misura minore. Critico il sindacato Nursind Lazio, per il quale il nuovo accordo sarebbe “una mancetta di 370 euro per gli infermieri di terza fascia”. Motivo che spinge la sigla autonoma a scendere in piazza il prossimo 1 luglio davanti alla sede della Regione Lazio.

Restano fuori dall’accordo, per il momento, i lavoratori della sanità privata, che in tanti casi hanno affiancato gli ospedali pubblici. “Molte delle nostre strutture hanno già provveduto autonomamente a inserire delle premialità – spiega Jessica Faroni, presidente dell’Aiop Lazio, l’associazione per l’ospedalità privata – ma di sicuro non esiste una valutazione omogenea concordata con la Regione Lazio. E non so se se ne parlerà mai”. In realtà, a quanto affermano Cgil, Cisl e Uil, la situazione dei dipendenti delle strutture accreditate e dei servizi esternalizzati dovrebbero rientrare in un tavolo successivo. “La Regione – spiegano i segretari delle sigle confederate – ha messo nero su bianco che entro giugno partirà il tavolo con le organizzazioni datoriali”. Ora, affermano i segretari, “vigileremo sul pieno rispetto degli accordi e tuteleremo il diritto morale e giuridico dei lavoratori al meritato riconoscimento economico per la grande prova collettiva dimostrata in questi mesi”.

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