“Mi domando come è possibile che Regioni che hanno avuto pochi casi abbiano disposto diverse zone rosse all’interno del loro territorio e la Lombardia, che ha avuto il record mondiale dei casi, non abbia fatto neppure una zona rossa. Questo si chiama ‘scaricabarile’“. Sono le parole pronunciate a “Otto e mezzo”, su La7, dal direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che aggiunge: “Loro sono anche quelli che ci dicono che hanno il modello sanitario invidiato da tutti e quindi così affermano di avere un’autonomia. Ma l’autonomia o ce l’hai sempre o non ce l’hai mai. Non è che la puoi rivendicare quando hai qualche merito e la devi scaricare a Roma quando hai demeriti. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità“.

Travaglio commenta le parole del procuratore aggiunto di Bergamo, Maria Cristina Rota, che guida l’inchiesta sui motivi della mancata zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo, nella Bergamasca. Secondo la pm, la decisione di istituire la zona rossa era governativa. Il direttore del Fatto osserva: “Io sono favorevolissimo alle inchieste. Se poi i magistrati, mentre le fanno, dessero un’occhiata anche alle leggi, scoprirebbero che la legge 883 del 1978, che non è una legge accessoria ma regola il Sistema Sanitario Nazionale e disciplina i poteri dello Stato centrale e delle Regioni, stabilisce che sia il ministro della Salute, sia le Regioni, sia i Comuni possono adottare misure restrittive, come quelle relative alle zone rosse e alle zone arancioni – spiega – Il governo istituì la prima e la seconda zona rossa perché doveva intervenire su due regioni diverse: quella di Codogno e dei 10 Comuni del Lodigiano in Lombardia e l’altra di Vo’ Euganeo nel Veneto. Dopodiché, per i territori interni, hanno sempre provveduto le Regioni. E infatti sono state istituite una zona rossa in Umbria, 2 in Emilia Romagna, 5 nel Lazio, 3 in Campania, 12 in Abruzzo, 5 in Molise, 4 in Basilicata, 11 in Calabria, 4 in Sicilia. La Lombardia, che purtroppo ha avuto il record mondiale di contagi e di morti, di sua iniziativa non ha fatto nemmeno una zona rossa, né arancione, mentre, per esempio, l’Emilia Romagna ha fatto 70 zone arancioni“.

E chiosa: “La domanda è: ma com’è possibile che la Lombardia, che aveva l’allarme del focolaio nella Val Seriana dal 22 febbraio, con Fontana e Gallera che per 15 giorni hanno ripetuto non era all’ordine del giorno nessuna zona rossa aspetta che l’Iss, che non sta in Lombardia ma a Roma, dica al governo di valutare la zona rossa il 3 marzo? E sappiamo che il governo non ha disposto la zona rossa in Val Seriana, perché già stava lavorando al lockdown di tutta Italia, che infatti è stato deciso il 7 marzo. Questa è la cronistoria”.

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