Proprio mentre ci si avvicinava alla fatidica quota dei ‘contagi zero’, ecco un nuovo focolaio di Covid-19 a Roma. In totale ben 32 casi (di cui uno deceduto) positivi si sono registrati presso l’Irccs San Raffaele Pisana, nella zona ovest della Capitale, clinica specializzata in riabilitazione neurologica e che dunque vede ricoverati anche soggetti anziani affetti da malattie degenerative come parkinson e alzheimer. La struttura, appartenente al gruppo di proprietà del deputato di Forza Italia, Antonio Angelucci, è stata isolata attraverso il cordone sanitario disposto dalla Regione Lazio, con l’ausilio dell’esercito. La Asl Roma 3, competente per il territorio in cui si trova il San Raffaele Pisana, ha disposto “un affiancamento della direzione sanitaria per consentire un miglior supporto per il contenimento del focolaio, la gestione dei casi e il loro tracciamento”.

Fra le 31 persone al momento positive ci sono 9 dipendenti, 2 famigliari degli operatori sanitari e 20 pazienti, di cui 18 già trasferiti e 2 in trasferimento. La Regione Lazio in una nota fa sapere che è in corso l’indagine epidemiologica “innanzitutto sulle procedure organizzative e i percorsi assistenziali, al fine di identificare una possibile criticità che possa aver agevolato la diffusione del virus tra i reparti, a fronte delle misure di prevenzione adottate”. Inizialmente si era pensato che il “paziente zero” fosse stato un cosiddetto “grigio”, “covid like” o più’ comunemente “falso positivo”. In realtà, in queste ore l’ipotesi più accreditata è che il Covid sia stato portato da qualche operatore sanitario asintomatico. Sono stati richiesti all’Irccs gli elenchi degli accessi a partire dal 1 aprile, nonché il piano presenze di tutti i lavoratori e il registro della rilevazione delle temperature.

Fatto sta che ora verranno sottoposti al test tutti i dipendenti, i consulenti esterni e i loro congiunti, oltre ai pazienti attuali e tutti quelli dimessi negli ultimi 14 giorni. I dipendenti negativi, che non hanno l’adeguata possibilità di isolamento domiciliare per la sorveglianza sanitaria, “verranno invitati a pernottare presso strutture appositamente messe a disposizione”. La Asl Roma 3 ha avviato un’indagine epidemiologica anche presso l’European Hospital, altra struttura sanitaria privata da cui sono arrivati alcuni pazienti fra i 20 trovati positivi. “In tutti i reparti – ha spiegato il direttore generale Giuseppe Quintavalle – deve essere iniziato un periodo di osservazione di tutti i degenti e gli operatori sanitari devono essere sottoposti a tampone periodicamente”.

L’Irccs Pisana è la quarta clinica del gruppo San Raffaele che ha fatto registrare un cluster di Covid-19 dall’inizio dell’emergenza. Nelle scorse settimane si sono sviluppati focolai nella Rsa di Cassino (Frosinone), nella casa di cura di Monte Compatri (alle porte di Roma) e, soprattutto, al San Raffaele di Rocca di Papa. Qui lo scorso aprile la Regione Lazio aveva riscontrato le maggiori irregolarità. Secondo una durissima relazione della Asl, all’interno della struttura dei Castelli Romani non sarebbero state rispettate le minime norme di separazione fra pazienti covid e non covid, oltre alle mancate misure di prevenzione del contagio da parte dei dipendenti. Inoltre, sempre secondo la Asl l’ormai ex direttore sanitario non avrebbe avuto i titoli per esercitare quel ruolo (e’ stato subito rimosso dal gruppo). Per questo motivo la Regione Lazio ha avviato l’iter per valutare al San Raffaele Rocca di Papa la revoca dell’accreditamento al servizio sanitario regionale. Le relazioni della Asl sono state consegnate alla Procura di Velletri che ha aperto un fascicolo in merito.

Il gruppo, come detto, è di proprietà della Tosinvest Spa, che fa capo al forzista Antonio Angelucci, noto per essere anche editore dei quotidiano Libero e Il Tempo, e solo a Roma e nel Lazio conta ben 13 cliniche e ospedali accreditati. La San Raffaele nelle scorse settimane aveva dichiarato di aver fatto richiesta per l’utilizzo proprio dei laboratori della Irccs Pisana per effettuare i tamponi, ma alla Regione Lazio non risulta alcuna comunicazione in merito. In precedenza, l’ospedale dismesso del San Raffaele Velletri era stato “candidato” da Angelucci e da diversi politici di centrodestra per ospitare uno dei Covid Hospital privati “spoke” dell’Istituto Spallanzani, ma la scelta dell’assessore è poi ricaduta sulla clinica cardiologica “Casal Palocco” del gruppo Sansavini.

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