Bruciano, nella notte, i vecchi barconi con cui i migranti sono arrivati a Lampedusa. Dopo lo sfregio alla Porta d’Europa, il monumento all’accoglienza “imballato” pochi giorni fa da teli di plastica nera, un nuovo episodio che denuncia un clima di intolleranza: la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per incendio doloso e il sindaco Totò Martello parla di un “disegno preciso per alimentare un clima di tensione e soffiare sul fuoco di una situazione già difficile per l’isola”. A Lampedusa in tarda mattinata è arrivato il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, per una visita organizzata dopo l’oltraggio al monumento di Mimmo Paladino. Pietro Bartolo, il medico che per anni si è occupato della prima accoglienza ai migranti e oggi è eurodeputato, parla di una “situazione molto tesa” legata alle conseguenze della crisi economica di un’isola che vive di turismo.

Ieri sera il fuoco è stato appiccato sia nell’area del campo sportivo, sia nel deposito di Capo Ponente, dove vengono conservate le imbarcazioni a terra. È il cosiddetto “cimitero delle barche“, luogo dal forte valore simbolico per il ricordo delle vittime. Due località distanti tra loro. L’incendio è divampato poco prima di mezzanotte: le colonne di fumo erano visibili praticamente ovunque sull’isola, anche a grande distanza. Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco con 5 automezzi antincendio e i carabinieri. “Metteremo tutto l’impegno possibile per fare luce su questi episodi di intolleranza – ha detto il procuratore aggiunto Salvatore Vella – Lampedusa non può diventare un luogo di guerriglia urbana”. I carabinieri stanno indagando sul caso.

In mattinata è arrivato sull’isola del ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, la cui visita – la prima dopo il lockdown – era stata programmata dopo l’oltraggio alla Porta d’Europa. Prima una visita proprio al monumento di Mimmo Paladino, poi tappa al Comune per un incontro con la Giunta e il Consiglio comunale e infine è previsto un incontro con gli imprenditori locali. “Non è questo il volto e il cuore dei lampedusani – ha detto commentando i roghi – Ogni sfregio all’Isola, ogni offesa, ogni crimine è un crimine contro l’umanità“.

“C’è una strategia precisa – ha sottolineato il sindaco Martello – per destabilizzare Lampedusa. Si tratta di persone che non improvvisano ma che sanno come muoversi. Non so di chi si tratta, altrimenti li avrei già denunciati. Di sicuro dobbiamo mantenere alta la guardia. Lo Stato deve riaffermare la sua presenza sull’isola e lo deve fare anche attraverso azioni concrete”.

Sulla questione è intervenuto anche l’eurodeputato e vicepresidente della Commissione Libe a Bruxelles, Pietro Bartolo, per anni medico sull’isola: “Da anni i lampedusani, che vivono e vogliono continuare a vivere di turismo, aspettavano che quelle barche venissero rimosse – ha spiegato – Ma è altrettanto evidente che si tratta di un grave gesto alimentato da qualcuno che ha interesse a destabilizzare il clima politico e di convivenza civile sull’isola“. Il medico parla di una “situazione molto tesa” legata alle conseguenza della crisi economica e sociale.

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