John Peter Sloan ci ha lasciati improvvisamente lo scorso lunedì all’età di 51 anni nella sua residenza a Menfi in Sicilia. L’insegnante originario di Birmingham viveva in Italia oramai da trent’anni e stava lavorando a diversi progetti, tra cui le lezioni online della scuola da lui fondata con sede a Roma e Milano, momentaneamente chiusa a causa del lockdown.

Atterrò a Milano per la prima volta nel 1990 con la sua band “The Max” con la quale aveva in programma diversi concerti. Appena mise piede all’aeroporto di Linate, John notò che “le persone non parlavano, urlavano: era un manicomio, perfetto per me!”. Da quel giorno decise che il Belpaese sarebbe diventato la sua nuova casa.

Inizia ad insegnare l’inglese per necessità 19 anni fa, quando nacque sua figlia Dhalissia. In quel momento arrivo l’illuminazione sulla via di Damasco: insegnare gli riusciva bene, coinvolgeva gli studenti con l’inglese e il sorriso, cercando prima di tutto di creare un ponte emotivo e umano tra la cultura inglese e quella italiana. Quel ponte poi rendeva più agile l’accesso alla grammatica inglese che spesso, secondo John, viene insegnata in maniera perentoria e noiosa nelle scuole italiane.

Il successo arrivò nel 2010 con la pubblicazione del Best Seller Instant English, con la vendita di circa 300mila copie della prima edizione. Tutti i guadagni poi sono stati reinvestiti nelle scuole da lui dirette, famose appunto per il “Metodo Sloan”. Quest’ultimo vuole essere un approccio specificamente per italiani, che possa aiutare lo studente/studentessa a superare il “blocco” verso la lingua inglese. Gli insegnanti nella sua scuola, soprattutto per i corsi di base, non parlano esclusivamente in inglese, ma cercano di fare dei paragoni tra la cultura e grammatica italiana e inglese, parlando anche in italiano.

Secondo Sloan, questo metodo d’insegnamento aiuta gli italiani a rapportarsi in maniera più amichevole alla lingua inglese. Questo approccio poi viene integrato con l’educazione non formale che combina il gioco e il sorriso con regole e vocaboli. È un metodo definito dalla stessa scuola “Dsa friendly”, cioè adatto anche per tutti coloro che hanno un disturbo specifico dell’apprendimento – diffusa categoria di studenti e studentesse spesso soggetti a fenomeni di emarginazione sociale nelle scuole italiane, dove non sempre gli insegnanti applicano le norme di legge apposite per i Dsa.

La critica all’insegnamento dell’inglese nelle scuole in Italia è sempre stato un punto fermo nella carriera di Sloan. Insegnamento molto nozionistico e severo che spesso allontana i ragazzi e le ragazze alla materia. Secondo John, bisogna iniziare a insegnare l’inglese ai bambini prima dei sei anni, come fanno già nelle scuole in Olanda. I bambini molto piccoli più facilmente imparano la lingua, poiché crescendo la capacità di “assorbire” qualcosa di nuovo diminuisce progressivamente.

Personaggio eclettico e creativo, John Peter Sloan è stato anche un comico brillante e originale: nel programma televisivo Zelig intratteneva il pubblico con uno humour particolare di difficile definizione (né britannico, né italiano). Spesso nei suoi spettacoli raccontava come cercava di spiegare agli inglesi le espressioni italiane più comuni che non hanno una diretta traduzione nella sua lingua madre. Le risate non si facevano attendere. Gino e Michele, gli ideatori dei Zelig, lo ricorderanno sempre come un comico molto originale, che mentre intratteneva il pubblico con le risate riusciva anche a insegnare qualcosa.

È molto doloroso salutare un personaggio così importante per il nostro paese: Sloan ha usato la sua fama per mettere in discussione il metodo dell’insegnamento della lingua inglese in Italia e con la sua ironia e carisma ha creato una connessione tra la nostra cultura e quella britannica. Come tutte le persone curiose riusciva a cogliere degli aspetti della vita in Italia di cui noi stessi non siamo del tutto consapevoli.

Ci auguriamo che le sue idee, critiche, metodi e proposte possano avere un seguito e uno sviluppo, sempre condite con qualche risata e col dolce ricordo della sua figura.

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