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Coronavirus, torna in carcere Vincenzo Guida: è l’uomo della “banca della camorra” di Milano

Il Tribunale di Sorveglianza del capoluogo lombardo ha revocato gli arresti domiciliari a Vincenzo Guida, pregiudicato per associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati societari e tributari, reati in materia droga. Aveva ottenuto i domiciliari come differimento della pena a seguito delle disposizioni per contenere la diffusione del coronavirus
Coronavirus, torna in carcere Vincenzo Guida: è l’uomo della “banca della camorra” di Milano
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L’uomo della “banca della Camorra” di Milano torna in carcere. Il Tribunale di Sorveglianza del capoluogo lombardo ha revocato gli arresti domiciliari a Vincenzo Guida, pregiudicato per associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati societari e tributari, reati in materia droga. Ieri gli agenti della Squadra mobile, in collaborazione con la Divisione Anticrimine ed il commissariato Monforte Vittoria, hanno eseguito il decreto di revoca e lo hanno trasferito nel carcere di Torino.

Guida aveva ottenuto i domiciliari come differimento della pena a seguito delle disposizioni per contenere la diffusione del coronavirus tra detenuti e stava scontando la misura nella sua abitazione a Milano dal 2 aprile scorso. Adesso torna in carcere in applicazione del decreto antimafia approvato in Consiglio dei ministri lo scorso 9 maggio. L’iniziativa è stata intrapresa dal Dipartimento amministrazione penitenziaria dopo il decreto del 10 maggio scorso del guardasigilli Alfonso Bonafede, che ha attribuito al Dap il potere di iniziativa nell’indicare ai magistrati di sorveglianza soluzioni sanitarie idonee per consentire il rientro dei boss scarcerati per motivi di salute negli istituti di pena.

Il curriculum criminale di Guida è lungo. L’ultimo arresto risale al 13 novembre 2015, quando gli investigatori della Mobile avevano eseguito il fermo disposto dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo lombardo per esercizio abusivo del credito aggravato dal metodo mafioso e per l’impiego di denaro di provenienza illecita, usura ed estorsione. La vicenda era stata ribattezzata come “la banca della camorra”: Guida, assieme all’altro pluripregiudicato Alberto Fiorentino, aveva creato un istituto di credito parallelo tra i tavoli di piazza Risorgimento ed era in grado di prestare cifre considerevoli in pochissimo tempo. In un caso un imprenditore in difficoltà era riuscito a ottenere 300mila euro. “C’era gente che doveva restituire fino a 75mila euro al mese”, spiegò l’allora capo della Mobile milanese, Alessandro Giuliano. Adesso Guida torna in carcere.

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