Il 3 giugno sarà possibile spostarsi tra le Regioni e saranno riaperti tutti gli aeroporti. Ma dalla fine delle limitazioni saranno esclusi i territori “ad alto rischio” secondo il monitoraggio attivato dal ministero della Salute dall’inizio della Fase 2. La conferma arrivati dai ministri Francesco Boccia e Paola De Micheli. In sostanza, la data chiave nella quale dovrebbe cadere un’altra importanza restrizione – assieme alla chiusura delle frontiere – potrebbe non essere coincidente per tutto il territorio nazionale. Alla base della scelta resta il risultato fornito dai 21 indicatori stilati dal ministero guidato da Roberto Speranza che le Regioni sono tenute a monitorare in report quotidiani e settimanali.

“L’ipotesi di programmare le riaperture interregionali dal 3 giugno è stata ufficializzata ma a condizione che si rispettino i dati del monitoraggio: se una regione è ad alto rischio è evidente che non può partecipare alla mobilità interregionale”, ha specificato il ministro degli Affari regionali Boccia in audizione alla Commissione Federalismo fiscale della Camera. Per la mobilità tra regioni, quindi, non varrà la regola che, ha spiegato Boccia, il governo ha fornito per la Fase 2b (“potete aprire a condizione che”), ma sarà il governo a decidere.

In vista della fine della restrizione alla mobilità si muove anche il ministero dei Trasporti. Paola De Micheli ha annunciato durante il question time che “un ulteriore incremento, oltre a quello già realizzato con il decreto 207, dei servizi di trasporto, potrà essere disposto a partire dal 3 giugno, data da cui saranno ragionevolmente – ipotizziamo e speriamo – consentiti gli spostamenti interregionali, così come quelli da e per l’estero”. Insomma: “Sarà possibile procedere a riaprire tutti gli aeroporti dal 3 giugno allorquando saranno nuovamente consentiti i trasferimenti interregionali e internazionali e verranno meno le limitazioni nei trasporti”.

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