Sono solo poco più di 38mila i lavoratori che hanno ricevuto la cassa integrazione in deroga, l’ammortizzatore gestito dalle Regioni che dopo aver firmato un accordo quadro con sindacati e datori di lavoro devono esaminarle, istruire le pratiche e girarle all’Inps per il pagamento. Continua dunque a procedere a rilento la macchina che dovrebbe garantire un sostegno a 3 milioni di dipendenti delle piccole e piccolissime imprese escluse dalla cassa ordinaria.

Stando ai dati diffusi dall’istituto di previdenza l’1 maggio, le domande aziendali decretate dalle Regioni sono 157.102 e tra queste solo 88.297 sono state autorizzate dall’Inps. E 18.652 sono state pagate a una platea pari a 38.221 beneficiari. A fronte di un totale di almeno 500mila attività che hanno finora chiesto l’ammortizzatore per 1,2 milioni di lavoratori, stando a uno studio della Uil.

Ma sullo sfondo c’è anche una guerra di cifre con alcuni enti locali, secondo i quali l’Inps diffonde dati non aggiornati. L’assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Lombardia, Melania Rizzoli, giovedì scorso ha detto per esempio che “il sito dell’Inps non è aggiornato tempestivamente in quanto oggi riporta solo il numero dei decreti inviati fino a venerdì di settimana scorsa”. Stando al sito della Regione le domande decretate sono 20mila a fronte di “oltre 66.000 pervenute per circa 200.000 lavoratori“. Stando ai dati Inps però la Lombardia è tra le Regioni che risultano più indietro, con solo 8.582 domande decretate, mentre il Lazio risulta a buon punto con 30.901 domande decretate, pari a quasi metà di quelle pervenute in base alle stime Uil.

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