In Germania tutti i settori economici si apprestano a licenziare. A segnalare il rischio è l’indice dell’occupazione Ifo, sceso a 86,3 punti in aprile dopo aver toccato i 93,4 punti in marzo: è un minimo storico. Non c’è mai stato un calo così marcato nel barometro, indice del probabile aumento della disoccupazione. La discesa peraltro accomuna tutti i settori.

Anche il settore dei servizi ha registrato un nuovo minimo storico, con licenziamenti previsti per la prima volta dalla crisi finanziaria. Nel settore manifatturiero, la tendenza al calo del numero di dipendenti iniziata prima della crisi è destinata ad intensificarsi. Nel commercio, il numero dei dipendenti diminuirà con l’unica eccezione dei supermercati. E nonostante il recente boom, anche il settore delle costruzioni non può più sfuggire alla tendenza negativa dell’occupazione.

Intanto nel Paese, dove sono appena entrate in vigore le misure di allentamento delle restrizioni,l’indice di contagio sta risalendo. Il 20 aprile hanno riaperto le attività commerciali con una superficie inferiore agli 800 metri quadri ma anche – a prescindere dalle dimensioni – i concessionari di auto, i negozi che vendono biciclette e le librerie. Stando ai dati divulgati dal Robert Koch Institut, “R con zero” è risalito a 1, il che significa che ogni persona contagiata è in grado di infettarne un’altra. E’ la prima volta che l’indice torna ad 1 da metà aprile, quando era sceso allo 0,7, per poi risalire progressivamente. Il governo federale di Berlino e le regioni – che hanno concordato l’allentamento delle restrizioni già attuato – hanno in programma per giovedì nuove consultazioni destinate a preparare la strada a possibili ulteriori revoche delle norme di confinamento. Nuove decisioni in materia potrebbero essere prese il 6 maggio.

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