Sono un fantasma e vivo in una città fantasma”. Mick, Keith, Bill e Charlie sono tornati. I Rolling Stones scivolano in un coro cupo e sincopato con la solita grinta in mezzo al lockdown del Coronavirus. Il video di Living in a ghost town, da poche ore online, è l’ultimo brano inciso dalla storica rock band che esce proprio nei giorni in cui i luoghi abitati di tutto il pianeta sembrano essere diventati delle città fantasma. “Stavamo registrando del nuovo materiale prima del lockdown e c’era una canzone che pensavamo potesse risuonare in questo momento, proprio durante gli attimi che stiamo vivendo – ha spiegato Jagger ai giornali inglesi. “Abbiamo registrato questa traccia molto più di un anno fa a Los Angeles per un nuovo album, ma poi il brano ha colpito molto alcuni nostri fan – ha aggiunto Keith Richards – Mick e io abbiamo così deciso che questo pezzo doveva essere ascoltato ora e quindi eccolo qui”. Il pezzo è tipicamente alla Stones: musicalmente roccioso, impervio, lunatico, maliziosamente impettito. Jagger suona pure l’armonica e l’arrangiamento prevede una piccola partitura per sassofono (baritono? Tenore?) come controcanto al coro degli Stones. Bello, dolente, vibrante anche il video, tutto confezionato attorno a dei grandangoli velocizzati di testimonianze video in strade deserte delle città, intervallato da un po’ di sala di registrazione in bianco e nero modello Sympathy for the devil di Godard. Nel testo vengono contrapposti suoni e rumori dei luoghi pieni di vita con quelli silenziosi e vuoti di queste settimane fino a quando Mick, Keith e gli altri sognano il ritorno dell’amata “scorrere nel mio letto”. Era dal 2012 che gli Stones non pubblicavano un brano nuovo. Sempre immensi anche se cantassero e suonassero da sdraiati.

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