La crisi del coronavirus e le misure restrittive messe in atto aumentano il consenso dei leader europei. Secondo un report di Europe Elects che mette insieme diversi sondaggi, i capi di Stato e di Governo dell’Unione, nonostante le misure che hanno imposto lo stop alla libera circolazione, la chiusure della maggior parte delle aziende e la sospensione di attività scolastiche e sportive, hanno trovato supporto dalla maggior parte della popolazione sulla linea del pugno duro contro la diffusione del virus.

Non fa eccezione il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che dopo essere stato il primo in Europa a dover far accettare un lockdown agli italiani si è messo alla testa del gruppo di Paesi che chiede solidarietà all’Unione europea riguardo ai provvedimenti da intraprendere per un rilancio più rapido e deciso delle economie dei 27 Stati membri. Una strategia, la sua, che gli è valsa il 71% dei consensi come leader a livello nazionale, 27 punti percentuali in più rispetto ai 44 di inizio crisi. Si tratta dell’aumento più importante tra tutti gli altri leader.

Stessa cosa per il presidente francese, Emmanuel Macron, che lunedì a prolungato il lockdown fino all’11 maggio. Gli ultimi rilevamenti lo danno al 40%, numeri inimmaginabili solo qualche mese fa, quando la sua popolarità era scesa fino al 20%, risalendo al 33% nei giorni pre-crisi. Numeri comunque non paragonabili a quelli di Angela Merkel: la cancelliera tedesca, che da anni deve fare i conti con un graduale calo dei consensi del proprio partito e che nelle ultime settimane si è riposizionata come leader moderato del fronte dei rigoristi, può oggi contare sul 79% dei consensi, 11 punti in più rispetto al 68% registrato prima della crisi.

Numeri alti anche per Boris Johnson, nonostante il premier britannico, da poco uscito dalla terapia intensiva dopo aver contratto il coronavirus, sia stato uno dei leader europei che più di tutti ha tentato di opporsi a misure eccessivamente restrittive. Oggi può contare sul 72% del sostegno, anche se, essendo in carica solo da luglio 2019 e avendo fatto pochi interventi tv riguardanti l’emergenza coronavirus, è difficile fare un paragone con i precedenti sondaggi, influenzati anche dalle vicende riguardanti la Brexit.

Uscendo dall’Europa, anche il presidente americano, Donald Trump, pur mantenendo un indice di gradimento abbastanza costante, è tornato sui numeri delle ultime Presidenziali vinte, al 44% dei consensi. Questo nonostante continui a respingere l’idea di una serrata nazionale, lasciando libero arbitrio ai singoli Stati, mentre il Paese è primo al mondo per contagi e decessi, con la curva che continua a salire.

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