“Se c’è un Paese che deve capire che dopo una crisi esistenziale è indispensabile avere un sostegno paneuropeo per la ricostruzione, questo è la Germania. Noi siamo stati aiutati molto dopo la Seconda guerra mondiale, nonostante fossimo stati proprio noi a causarla”. L’ex cancelliere tedesco, Gerhard Schröder, si schiera contro il rigorismo dei paesi del Nord Europa e sostiene che anche la ‘sua’ Germania, in una crisi così imprevedibile e globale, causata da fattori non legati alla gestione dei conti da parte di un singolo Paese, dovrebbe aprirsi maggiormente alle richieste degli Stati europei più in difficoltà, come Italia e Spagna, anche sulla creazione di strumenti di debito comune: “Ho l’impressione che l’atteggiamento della Germania sul debito stia cambiando – ha detto al Corriere l’ex leader socialista – Sono convinto che come prossimo passo abbiamo bisogno anche di uno strumento di debito comune europeo. Possono essere gli eurobond, anche se non sono veloci da realizzare, oppure può essere un’obbligazione comune e una tantum”, come proposto ultimamente dalla membro tedesco del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, Isabel Schnabel.

Il focus della gestione della crisi, sostiene Schröder riprendendo le parole di alcuni leader delle istituzioni europee, è “solidarietà”: “Siamo scioccati dalle immagini che vengono dall’Italia, in particolare da Bergamo. E sono felice che la Germania abbia deciso di accogliere e curare pazienti italiani e di inviare materiale sanitario. La parola del momento è solidarietà, per tutti, anche a livello europeo e internazionale. Perché se l’Unione e i Paesi membri non vincono questa sfida, allora l’intero progetto europeo è in pericolo. Non dobbiamo permetterlo e penso anche che non succederà. L’Europa è una comunità di destini”.

Anche lui, come richiesto in particolar modo dall’Italia, ritiene che il ricorso al Meccanismo europeo di stabilità (Mes), in questo momento, non debba prevedere particolari condizioni, al fine di evitare il riproporsi di situazioni come quella greca dopo la crisi del 2008: “Dev’esserci una risposta veloce e la stiamo dando – ha detto – Per questo bisogna usare quello che già esiste. Il Meccanismo europeo di stabilità senza particolari condizionalità, la Banca europea degli Investimenti (Bei) e la Commissione. Il pacchetto da 540 miliardi di euro in discussione è un segnale forte. In più c’è l’azione della Bce che sta acquistando titoli pubblici e privati per stabilizzare i mercati finanziari”.

Solo dopo questa primissima fase ne serve una seconda, con la quale si può pensare anche agli eurobond: “Molti economisti tedeschi, gli stessi che finora avevano sempre osteggiato gli eurobond, esprimono l’opinione che siano proprio questi la direzione da prendere”, conclude.

Memoriale Coronavirus

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coronavirus, stallo su Mes e Eurobond: Eurogruppo rinviato a giovedì. Eliseo: ‘Olanda da sola blocca intesa. Italia merita solidarietà rafforzata’

next
Articolo Successivo

Coronavirus, Mauro Ferrari lascia la presidenza Erc: “Deluso da risposta a tragedia senza precedenti”. I consiglieri: “No, sfiduciato”

next