“L’Europa sia all’altezza della sfida, altrimenti dobbiamo assolutamente abbandonare il sogno europeo e dire ognuno fa per sé”. Poche ore dopo il vertice fiume dell’Eurogruppo finito senza una soluzione e alla vigilia del nuovo incontro del 9 aprile, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha deciso di rilasciare un’intervista al quotidiano tedesco Bild. E si è nuovamente rivolto all’Europa perché “batta un colpo”. Altrimenti ogni Stato sarà costretto a pensare a soluzioni individuali, anche se quella strada, ha specificato, richiederebbe “il triplo, il quadruplo, il quintuplo delle risorse” e “non avremo garanzia che ce la faremo nel modo migliore, più efficace e tempestivo”. Conte ha ribadito che l’Italia chiede ai leader uno sforzo eccezionale per far fronte all’emergenza coronavirus e non intende, questa è la posizione, accettare compromessi al ribasso: “Non dobbiamo arretrare rispetto a Cina e Usa”, ha dichiarato, “che mettono al momento a disposizione il 13 per cento del loro Pil. Abbiamo bisogno degli Eurobond per non far perdere competitività a tutta l’Europa. Non dobbiamo alla fine starcene lì con le mani incrociate: operazione riuscita, ma il paziente Europa è morto”.

L’Italia quindi non è intenzionata ad abbandonare la linea dura, nonostante il veto dell’Olanda e le resistenze tedesche. E, al momento, Conte ha l’appoggio di tutto il governo: nel pomeriggio ha visto i capidelegazione e poi i i ministri Roberto Gualtieri e Luigi Di Maio. Le riunioni sono servite per fare il punto su quanto avvenuto, ma anche rinsaldare la strategia in vista del prossimo Eurogruppo: “No al Mes e sì agli eurobond”, è la posizione condivisa. I tre si rivedranno la mattina del 9 aprile, a poche ore dal vertice che si preannuncia decisivo. Il sostegno al premier non arriva solo dai 5 stelle. “Conte fa bene a essere duro, sta facendo una trattativa“, ha detto in serata a Rete4 il vicesegretario Pd Andrea Orlando. Poco prima il ministro del alle Politiche Ue Enzo Amendola, intervistato dal Tg2, è corso a specificare che la frase del premier sul “pronti a fare da soli” è “un timore e non un auspicio”. Ma ha anche ribadito che il “Mes come concepito nel 2012 è inadeguato“. Insomma, sono ore drammatiche per l’Europa, costretta a fare i conti con la pandemia da coronavirus e alla ricerca disperata dei migliori strumenti economici per salvare i bilanci interni. E dalle decisioni che saranno prese a quel tavolo, dipenderanno gli equilibri interni anche dello stesso esecutivo italiano. Nella giornata dell’8 aprile l’Italia ha incassato il sostegno della Francia che ha deciso metterà “tutto il suo peso” nella trattativa. Ora gli occhi sono tutti puntati sulle prossime ore e sulla mediazioni a cui riusciranno ad arrivare i leader.

Così, nel cuore delle trattative, Conte ha deciso di uscire con un’intervista molto dura. E di farlo rivolgendosi direttamente ai tedeschi. L’intervento, registrato in video direttamente da Palazzo Chigi, è servito per mostrare che l’Italia dalle discussioni di queste ore non è uscita rivedendo le sue posizioni. Tanto che Conte, proprio alla domanda se sia deluso dei risultato dell’Eurogruppo, ha ribattuto: “La delusione non è mia, di Giuseppe Conte, la delusione è di tutti gli europei, anche dei cittadini tedeschi, ne sono convinto. Nessuno ha un vantaggio se l’Europa non riesce a mettere in piedi una reazione concreta e solida, qui non si tratta di Italia. Non abbiamo mai vissuto una situazione d’emergenza di questo tipo perciò sono i cittadini europei che si aspettano una soluzione europea“. Non è casuale la scelta di Conte di parlare proprio al quotidiano tedesco alla vigilia del eurogruppo: “Non credo che la Germania avrebbe vantaggi economici se gli altri Paesi cadessero in una forte recessione“, ha dichiarato ribadendo, come già aveva fatto una settimana fa intervenendo alla tv pubblica tedesca, che l’Italia “non chiede a Olanda e Germania di pagare i nostri debiti“. Quindi ha fatto leva sul fatto che proprio il nostro Paese ha molte conoscenze da condividere sul fronte della pandemia con gli altri Stati membri: “L’Italia è un avamposto e sta maturando una grande esperienza utile, un domani, agli altri paesi. Ma è importante quando si è in battaglia che il fronte contro il nemico, per non dargli vantaggi, sia unitario”. Perché “è un’emergenza che ci riguarda tutti. Dobbiamo aiutarci reciprocamente”.

Il premier Conte, sempre intervistato dalla Bild, ha anche parlato del quadro generale dell’emergenza in Italia. Per quanto riguarda i dati ha detto di essere “fiducioso” perché “la curva epidemiologica sta migliorando” (leggi i dati di oggi) e “le misure prese stanno dando i loro effetti positivi”. Questo però, ha avvertito, non significa che “vadano attenuate le misure restrittive”: “Non si deve abbassare il livello di guardia e bisogna continuare ad operare con lo stesso rigore per evitare la ripresa del contagio”. Infine ha difeso il sistema sanitario italiano e gli interventi messi in campo fino a oggi: “Abbiamo un sistema sanitario molto efficiente ed articolato, ma è chiaro che una emergenza così concentrata lo ha messo a dura prova. Abbiamo reagito potenziando il sistema e stiamo creando 68 ospedali covid dedicati per evitare così che anche il personale medico possa essere esposto a soverchio pericolo”.

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