Più confronto con le opposizioni” sul prossimo decreto che dovrà far fronte all’emergenza coronavirus. E “uno stanziamento di aiuti ulteriore di 25 miliardi di euro” per un totale “non inferiore ai 50 miliardi di euro”. Il premier Giuseppe Conte, meno di 24 ore dopo aver riferito alla Camera, si è presentato in Senato per relazionare l’assemblea sull’operato del governo. E, pur restando fedele all’intervento del giorno prima, ha cercato di sottolineare la necessità di coinvolgimento di tutte le forze politiche. Proprio la condivisione delle informazioni e la collaborazione sono state le maggiori critiche espresse dalle opposizioni a Montecitorio e nei giorni scorsi, tanto che la settimana scorsa lo stesso Sergio Mattarella si era esposto per chiedere “ascolto” e “collaborazione” in nome dell’unità nazionale.

Se alla Camera il dibattito è stato relativamente moderato e senza particolari attacchi dai banchi di centrodestra e Italia viva, con la sola eccezione di qualche leghista e della deputata Giorgia Meloni, al Senato non sono mancate le tensioni. Chi ha parlato per le opposizioni è stato naturalmente Matteo Salvini, ma anche Matteo Renzi che pur facendo parte della maggioranza, come d’abitudine, spesso si trova allineato a quanto chiede chi non sostiene l’esecutivo. I due hanno infatti evocato il nome di Mario Draghi, che solo ieri in un’intervista al Financial Times ha chiesto all’Ue di “non esitare” a mettere in campo misure eccezionali. Ma seppure quella dell’ex presidente della Bce sia esattamente la strada scelta dal premier Conte, che addirittura ieri ha firmato una lettera con Francia e altri 7 Paesi Ue che va proprio in quella direzione, per Salvini e Renzi è stata l’occasione di elogiare Draghi e chiederne un intervento: “Le ha indicato la strada”, ha detto il leader di Italia viva rivolgendosi al premier. “Benvenuto, ci serve l’aiuto di tutti”, ha rincarato Salvini. Sul punto Conte ha risposto uscendo da Palazzo Madama. E, appunto, ha ribadito che sono tutti sulla stessa linea: “Siamo in sintonia“, si è limitato a dire interpellato dall’agenzia Ansa. “Serve uno shock, un’azione straordinaria” di fronte a un’emergenza che è simmetrica. Proprio Draghi è stato più volte in passato tirato in ballo come potenziale candidato presidente della Repubblica (lo stesso leader leghista diede l’ormai celebre risposta “Draghi al Colle? Why not”) e nelle ultime ore è tornato, secondo numerosi retroscena, a essere evocato come possibile leader di un governo di unità nazionale. Una ricostruzione prematura e al momento neppure supportata dai fatti, mentre Conte gode di oltre il 50 per cento di sostegno nei sondaggi.

Conte si appella al senso di responsabilità del Parlamento
Il presidente del Consiglio ha riferito al Senato meno di 24 ore dopo le sue comunicazioni alla Camera. E, come già fatto a Montecitorio, ha prima chiesto l’applauso in ricordo degli oltre 8mila morti per coronavirus. E poi ha sottolineato l’importanza che in questo momento storico tutti siano “responsabili” per il bene del Paese. Ovvero che le critiche, è il ragionamento, siano riservate a crisi finita, perché “ora è il tempo dell’azione”. “La responsabilità massima compete al governo, senz’altro”, ha detto il premier. “Ne siamo consapevoli. Ed è per questo che sono qui a riferire delle nostre azioni, nella sede dove operate voi rappresentanti del popolo. Ma la responsabilità, non mi stanco di dirlo è di tutti i cittadini, anche di voi membri del Parlamento, perché mai come in questa condizione di assoluta emergenza, siamo chiamati a conformare tutte le nostre azioni verso il bene comune, al quale siamo chiamati a contribuire attraverso il rispetto delle regole, con pazienza, fiducia, responsabilità”. Inoltre, Conte ha sottolineato come “la battaglia vada da Nord a Sud” e dunque non coinvolga solo “le regioni del Nord”.

Conte parlando ai senatori ha quindi dato garanzia che nel lavoro di costruzione del prossimo provvedimento di aprile saranno coinvolte tutte le forze politiche: “Nel lavoro per il decreto marzo abbiamo incontrato i leader dell’opposizioni e nel testo sono state raccolte alcune delle loro indicazioni, e anche ieri alla Camera ho ricevuto ampie aperture al confronto. Ora c’è un nuovo decreto e possiamo riprodurre questa metodologia di lavoro, anzi darò mandato al ministro D’Incà di elaborare un percorso di più intenso confronto”.

Renzi fa opposizione e chiede una commissione d’inchiesta. Sulle misure economiche: “Non bastano 50 miliardi. Draghi le ha indicato la strada”
Tra i primi a prendere la parole in risposta alle comunicazioni del premier c’è stato il leader di Italia viva Matteo Renzi. Che pur sostenendo il governo Conte, rivendica da sempre il suo diritto alle critiche. “Penso che Conte abbia fatto bene a venire in Parlamento, oggi voglio dare atto al presidente del Consiglio di essere qui in Aula e di essersi aperta una discussione vera chiara”, ha detto. Renzi però ha superato gli stessi avversari delle opposizioni ed è arrivato fino a chiedere una commissione d’inchiesta per far luce sugli errori commessi dall’attuale governo nella gestione dell’emergenza: “Lei presidente, ha fatto una citazione manzoniana, “del senno di poi son piene le fosse”. C’è un’altra citazione manzoniana, sempre nel capitolo della peste, che ‘il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune’. Mi domando se non sia successo questo. Propongo di istituire una commissione d’inchiesta. Si sono fatte commissione d’inchiesta su tutto, penso si possa fare di fronte a 8mila morti. Ci sarà tempo, dopo le vacanze estive”.

Per quanto riguarda gli aiuti economici, Renzi ha dichiarato: “Facciamo un unico decreto, non uno al mese. Non bastano 50 miliardi. Non parliamo del prossimo decreto come di una saga, ma di un unico decreto”. E citando le misure economiche prese dal presidente Usa Donald Trump ha aggiunto: “Ha fatto la scelta giusta, ha messo 2mila miliardi di euro dopo essersi chiuso al Congresso con repubblicani e democratici”. Quindi ha concluso invocando Mario Draghi, come poco dopo avrebbe fatto lo stesso Salvini: “Draghi le ha indicato, la strada, serve liquidità. O siamo in grado di immaginare il futuro economico o faremo gli stessi errori” fatti “sull’emergenza sanitaria. Convivremo con quest’emergenza per due anni, noi ci siamo presidente, anche per gesti simbolici come riaprire le librerie, che come le edicole, curano l’anima”.

Salvini: “Collaborativi va bene, ma non spettatori”. E anche lui evoca Draghi: “Benvenuto, ci serve aiuto di tutti”
Il leader del Carroccio, che nelle scorse settimane ha più volte chiesto l’intervento di Mattarella perché fossero maggiormente coinvolte le opposizioni, ha iniziato il suo intervento dicendo di essere disposto a “collaborare”. Ma “non ci stiamo a fare gli spettatori”, ha detto. “Se non diamo i soldi alla gente quella esce di casa: subito liquidità”. Quindi, come già fatto da Renzi, ha evocato l’ex presidente della Bce: “Grazie Draghi per le sue parole. E’ caduto il mito del non si può fare debito..Si può fare. Benvenuto, ci serve l’aiuto di tutti, anche del suo. Sono contento di quello che potrà nascere da questa intervista”.

Anche Salvini, come il leader di Italia viva, ha parlato di “errori commessi”. Anche se non è arrivato fino a invocare una commissione d’inchiesta. “Non fate da soli. E Presidente Conte, ogni tanto ammettere qualche errore fatto non sarebbe segno di debolezza ma di forza, altrimenti non staremmo qui a commentare 7503 italiani morti a cui va il nostro pensiero”. Quindi il leghista ha chiesto “impegni concreti all’esecutivo”: “Guardiamo al futuro per rispetto ai problemi immediati di chi vuole sapere se la Cassa integrazione arriva ora o fra due mesi. Chiediamo al governo risposte immediate: il 70% dello stipendio dei medici sia esente da tasse. Ora impegni concreti: mascherine, bombole d’ossigeno. L’emergenza si sposterà alle case”.

M5s attacca le opposizioni: “Conte insulta, chiediamo lealtà”. Bagarre in Senato, interviene la Casellati
Il capogruppo M5s Gianluca Perilli a Palazzo Madama è intervenuto per attaccare le opposizioni. Da Fratelli d’Italia, prendendosela con Giorgia Meloni, a Matteo Salvini definito “monumento all’incoerenza“. “Lei Salvini ha dettato solo delle condizioni”, ha detto il leghista, “lei ha fatto semplicemente leva su alcune mancanze e non ha minimamente fatto riferimento all’azione di governo. Se il Parlamento sta lavorando e si dice in tv che non lavora non si fa il bene del Paese è una questione di lealtà, di corretta informazione. Non posso non farlo notare”. Perilli poi è intervenuto su Conte, “vogliamo parlare di quello che ha dovuto sopportare il presente de Consiglio? Ha tenuto unito il Paese, non ha escluso nessuno ma è stato ricoperto di indebiti insulti. Questo io non posso tacerlo, sarei ipocrita se lo facessi”. Ma le sue parole hanno provocato le reazioni delle opposizioni, l’Aula è stata richiamata dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, che minaccia anche di interrompere la seduta: “tenete le mascherine e smettete di urlare. Abbassare i toni”.

Perilli nel suo intervento ha anche ribadito il no al Fondo salva Stati: “Per noi il ricorso al Mes è da evitare, è sempre da escudersi” perché “determinerebbe condizioni inaccettabili per l’Italia. Ok agli eurobond, ma nell’ottica di solidarietà che abbiamo sempre difeso e iscritti a bilancio europeo”.

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