L’Italia ha agito “con determinazione e assoluta speditezza” di fronte alla diffusione del Covid-19. E lo ha fatto “ben prima che l’Organizzazione mondiale della sanità dichiarasse il coronavirus emergenza”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenendo davanti all’Aula di Montecitorio per la prima informativa sulla crisi sanitaria, ha difeso l’azione del governo. Dopo giorni di interventi senza precedenti per la storia del Paese, il premier si è presentato davanti all’Assemblea e come prima cosa ha chiesto un applauso in ricordo degli oltre 7mila morti. “Sono giorni terribili per la comunità internazionale”, ha detto ricordando che verrà “il tempo per i bilanci”, ma ora è “il tempo dell’azione“. “Per la prima volta dalla fine del secondo conflitto mondiale”, ha osservato il premier, “siamo stati costretti a limitare delle libertà fondamentali“. Ma, ha continuato: “La scelta degli interventi effettuati si è sempre basata sulle relazioni del Comitato tecnico-scientifico”. E “i principi ai quali ci siamo attenuti sono stati quelli della massima precauzione, ma contestualmente anche quelli della proporzionalità dell’intervento all’obiettivo. E’ questa la ragione della gradualità delle misure“. E anche per questo ha rivendicato l’uso dello strumento dei Dpcm “per modulare le misure al meglio”.

Il presidente del Consiglio ha poi parlato degli interventi messi in pratica per far fronte all’emergenza: i nuovi medici reclutati e che saranno inviati nelle zone di crisi, ma anche l’aumento dei posti letto in terapia intensiva passati da 5343 a 8370. Per quanto riguarda gli aiuti economici, il premier ha detto che, dopo il decreto “Cura Italia” già adottato, “in grado di mobilitare la cifra di 350 miliardi di euro”, ad aprile ci sarà un nuovo provvedimento per aiutare imprese e cittadini. “Con il nuovo intervento normativo”, ha detto, saranno previsti “stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi già stanziati con il primo decreto”. E’ proprio l’emergenza economica l’altra priorità sulla quale il governo dovrà concentrarsi nelle prossime settimane e non a caso il premier ha ricordato il suo impegno sul fronte europeo perché le soluzioni siano trovate a livello comunitario. “La governance europea deve fare un salto di qualità“, ha detto. Un appello che oggi ha espresso in una lettera firmata da Italia, Francia e altri 7 Paesi Ue per chiedere i coronabond. “A una emergenza straordinaria è essenziale rispondere con misure e azioni straordinarie”, ha detto ancora. “Risposte anche unitarie ma tardive saranno inutili“. Intanto l’Italia, ha promesso Conte chiudendo il suo intervento, continuerà “nel suo ordinamento interno a operare con la massima determinazione, con il massimo coraggio e con la massima fiducia. Restando uniti ne usciremo presto“.

Gli applausi per le vittime e il ringraziamento per gli operatori sanitari sul campo – L’intervento in Aula di Conte è iniziato con gli applausi dell’assemblea in ricordo delle oltre 7mila vittime registrate fino a oggi a causa dell’emergenza coronavirus. “Sono giorni terribili per la comunità internazionale”, ha esordito. “E’ un dolore per la nostra comunità. E’ un dolore che si rinnova costantemente”. Conte ha iniziato parlando di chi ha perso la vita contro quello che ha definito “un nemico invisibile”, ma anche rivolgendo un ringraziamento a “medici e infermieri” e a chi in queste ore è “in prima linea”. “Nei giorni scorsi mi ha scritto Michela, un’infermiera che lavora al reparto Covid dell’ospedale di Senigallia”, ha detto. “Con grande dignità mi ha chiesto che i rischi che si stanno assumendo lei e suoi colleghi non siano dimenticati. A nome del governo, ma credo anche del Parlamento, dico che noi non ci dimenticheremo di voi“.

“La storia ci giudicherà, oggi è il tempo dell’azione e della responsabilità” – Conte ha quindi ripercorso le varie tappe dell’emergenza, dal paziente 1 di Codogno fino alla chiusura di tutte le attività non essenziali. Un percorso fatto inizialmente in solitaria, mentre ancora negli altri Paesi l’allarme non era scoppiato. “E’ un’emergenza che ci coinvolge tutti, nessuno escluso“, ha detto il premier. “Il governo, e chi vi parla, è pienamente consapevole che da ogni decisione assunta, dipendono conseguenze di immane portata. Scelte che condizioneranno anche il futuro della nostra comunità”. Conte in qualche modo ha però chiesto che giudizi e critiche siano rimandati alla fine della crisi sanitaria: “Siamo all’altezza del compito? La storia ci giudicherà, verrà il tempo dei bilanci, tutti avranno la possibilità di sindacare“. Quindi ha citato Alessandro Manzoni: “In questi giorni molti hanno riletto ed evocato, anche pubblicamente, le pagine sulla peste scritte da Manzoni nei Promessi sposi: proprio in quest’opera viene ricordato un antico proverbio, ancora oggi fortemente in auge, per cui “del senno del poi son piene le fosse”. Ci sarà “un tempo per tutto. Ma, oggi, è il tempo dell’azione, il tempo della responsabilità”

“Abbiamo coinvolto Regioni e Parlamento” – Uno dei punti che Conte ha voluto sottolineare davanti all’assemblea è stata la volontà dell’esecutivo di lavorare in coordinamento con le altre istituzioni. Un nodo cruciale e che in alcune fasi gli è stato contestato, tanto da rendere necessario un faccia a faccia con le opposizioni. “Abbiamo sempre assicurato il coinvolgimento delle Regioni, sia nella Conferenza Stato-Regioni sia singolarmente”, è stata la sua difesa. Ma soprattutto, ha aggiunto: “Sono consapevole della necessità del coinvolgimento del Parlamento“, che ritengo “doveroso”. Quindi ha ricordato che nell’ultimo decreto, approvato solo ieri, si prevede che il governo informi le Camere “ogni quindici giorni” e che tutti i “decreti” siano trasmessi” al Parlamento.

I medici e le terapie intensive – Quindi il premier è passato a parlare degli atti concreti realizzati in queste settimane per far fronte alla pandemia. Ed è partito dal bando che ha permesso di reculutare oltre 7mila medici volontari. “Saranno inviati nei prossimi giorni – ma mi risulta che già in queste ore un primo gruppo sia arrivato – nuovi medici negli ospedali in difficoltà, con nuova ordinanza trasferiremo 500 infermieri nelle zone con il più alto numero di malati Covid-19″, ha detto. Per quanto riguarda i posti letto, Conte ha annunciato: “Le terapie intensive in Italia sono passate da 5343 a 8370 in pochi giorni, ovvero un aumento del 63,8%“. Proprio l’aumento di posti di rianimazione è la richiesta sulla quale il governo è stato costretto a intervenire nel più breve tempo possibile.

L’impegno economico e il nuovo decreto di almeno 25 miliardi – Tra le misure prioritarie ci sono poi sicuramente quelle per sostenere l’economia italiana per riuscire a superare questi momenti di grave crisi: “E’ imperativo garantire il massimo grado possibile di liquidità alle imprese“. Per questo il decreto Cura Italia non può bastare: “Siamo lavorando per incrementare il sostegno alla liquidità e al credito che già, con il decreto “Cura Italia” già adottato, è in grado di mobilitare la cifra di 350 miliardi di euro. Con il nuovo intervento normativo, a cui stiamo già lavorando, confidiamo di pervenire a uno strumento complessivo altrettanto significativo rispetto a quanto sin qui operato. Interverremo anche con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi già stanziati con il primo decreto”. Questo nuovo provvedimento dovrà “potenziare e rafforzare le misure economiche già adottate, sia sul fronte della liquidità, della protezione sociale e del sostegno al reddito, per le imprese, per le famiglie e per i lavoratori in particolare autonomi”. E ha aggiunto: “I più preziosi asset di questo Paese vanno protetti con ogni mezzo. Sarà possibile lavorare in questa direzione a partire dal primo provvedimento normativo di aprile a cui stiamo lavorando”.

La necessità che che la “governance europea” faccia salto di qualità – Come Conte ha già ribadito in più sedi a livello europeo, la crisi non dovrà e non potrà essere affrontata dall’Italia in solitudine. Per questo, ha detto il premier alla Camera, lo stop al patto di stabilità deciso da Bruxelles “è stato essenziale per ulteriori stanziamenti di risorse”. Ma non basta. “L’impatto finanziario della pandemia sarà tale da chiedere alla governance dell’eurozona un salto di qualità all’altezza della sfida. L’unione monetaria potrà uscire vincitrice solo se le sue istituzioni saranno rafforzate nel segno della solidarietà e dell’unità”. In questo senso, ha detto Conte, “cruciale è stata la decisione della Bce dello scorso 18 marzo. La recessione che investirà con ogni probabilità tutto il contenimento Ue. La risposta dell’eurozona non può essere esposta al rischio di frammentazione dei mercati finanziari, soprattutto al livello dei titoli”, ha detto. In particolare, proprio su iniziativa di alcuni governi, tra cui quello italiano, “l’Italia sta lavorando alla creazione di strumenti di debito comune dell’eurozona”.

Le risposte di maggioranza e opposizione – In un clima di emergenza nazionale, sia maggioranza che opposizione hanno cercato di tener fede all’impegno preso con il presidente della Repubblica di “cooperare” e restare aperti all’ascolto reciproco. Per il Pd ha parlato il capogruppo Graziano Delrio, chiedendo che “il governo apra tavoli costanti e permanenti con la opposizione sui temi fondamentali: insieme uniti nella responsabilità”. Una proposta per superare anche le tensioni dei giorni scorsi. Tra chi ha parlato di errori commessi c’è stata però, anche la deputata Maria Elena Boschi di Italia viva. Che ha tra l’altro rievocato quanto detto dall’ex premier Matteo Renzi: “Ci sono stati errori, cerchiamo di evitare di ripeterli”. “Di certo non ora, ma un giorno dovremo accertare perché nella zona di Bergamo non c’è stata subito la zona rossa”, ha detto. Ma, “oggi dobbiamo penare a chi è ancora malato”. I 5 stelle hanno invece ringraziato il premier per quanto fatto finora, ma al tempo stesso hanno fatto un appello perché siano disposti “aiuti di Stato per le imprese” e perché “siano estesi i tamponi per gli operatori sanitari”.

Le opposizioni hanno invece lamentato scarso coinvolgimento e ritardi negli interventi e seppur in parte attaccando Conte, hanno cercato di non alzare troppo i toni dello scontro: “Non bastano le risorse né gli strumenti”, ha detto il deputato leghista Guido Guidesi. “Non ho ancora sentito un appello alla collaborazione della opposizione cui non si può solo chiedere di non fare polemiche. Avete creato nei cittadini solo confusione, a cominciare dalle autocertificazioni, tre tipi, ve le potevate risparmiare…”. La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha infine criticato la “bulimia” comunicativa: “Non ha aiutato, io penso che i decreti prima si scrivono e poi si comunicano. Questo genera confusione“.

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