di Maurizio Sebastiani*

Mi viene chiesto da Ebe Giacometti, presidente di Italia Nostra, che mi conosce come uno dei pochi esponenti della Associazione con competenze mediche, di redigere una breve nota sulla situazione che sia “rassicurante”.

La rassicurazione che posso dare (e su cui mi impegno personalmente eh, sia chiaro!) è che ne usciremo come in passato siamo usciti da altri eventi pandemici ed epidemici (facile! direte Voi). Ricordo il colera del 1973 che mi colse in viaggio proprio a Napoli, dove mi sottoposi alla vaccinazione, od ancor prima nel 1958 quando fui colpito dalla influenza “asiatica”, con la applicazione dell’impiastro di erbe sul torace che si usava allora, non so con quale beneficio ma che scottava, quanto scottava!

L’attuale epidemia da Coronavirus non può e non deve essere sottovalutata ma deve essere affrontata in modo razionale. Il percorso per uscirne sarà un po’ lungo ed impone a tutti noi, da subito, adesso, di seguire tutte le indicazioni e gli obblighi che il governo sta aggiornando di giorno in giorno. L’obiettivo è quello di ridurre al minimo i contatti fisici tra di noi al fine di interrompere la catena del contagio, cosa che evidentemente non si è riusciti a fare finora. L’unico comportamento “giusto”, al di là delle differenze di idee politiche, religiose, di razza, di casta, è quindi quello di restare in casa e di uscire solo e quando effettivamente indispensabile, rispettando le distanze di sicurezza. Chi lavora ed ha a che fare con il pubblico ed i colleghi di lavoro deve fare ogni sforzo per mantenere la distanza di sicurezza ed utilizzare, solo ove indicato, i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

Una seconda cosa che mi sento di dire è che non dobbiamo farci prendere dal panico che ci porta a credere ad ogni fake news che compare sui social, quando invece dobbiamo fare riferimento solo ai siti degli organismi sanitari scientifici ove è chiaramente affermato che non c’è nessuna cura specifica al momento: si stanno facendo alcune sperimentazioni con farmaci utilizzati per altre malattie mentre ci vorrà tempo per fare un vaccino. Il panico è quel sentimento irrazionale per cui di notte si assaltano i supermercati o si gira in macchina con la mascherina chirurgica (indossate anche male perché il naso viene lasciato spesso scoperto) che è utile invece solo ad impedire l’inquinamento del tavolo operatorio da parte del chirurgo. Quindi la mascherina può dare una falsa sensazione di sicurezza e va lasciata a chi ne deve far uso per lavoro a contatto con i pazienti (ed in tal caso servono mascherine più efficaci). Mi sento di sconsigliare pertanto di stare attaccati di continuo alle news perché esse sono ansiogene e provocatrici di quel panico che dobbiamo evitare.

Dobbiamo cogliere di questa situazione invece, che è facile presumere durerà per qualche settimana, il tempo che ci viene lasciato per pensare e ripensare, aiutandoci con la lettura e con qualche bel film, facendo quelle cose per cui abbiamo sempre detto di non aver mai avuto tempo. Approfittiamone anche per ragionare sul futuro visto che il presente ci ha dato conferma del fatto che “può, il batter d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas” (Edward Lorenz, 1972).

Non so se quanto scritto vi rassicuri ma quel che ho scritto è quel che oggi scriverei a me stesso.

In campana!

* Maurizio Sebastiani, medico specializzato in Igiene e Medicina Preventiva, ha svolto funzioni di Direttore Medico e Direttore Sanitario al “Niguarda” di Milano e all’Istituto “Pascale” di Napoli. E’ stato commissario straordinario della ASL 11 Fermo. Autore di pubblicazioni, docente presso la scuola di specializzazione, e’ iscritto ad Italia Nostra dal 1973.

Memoriale Coronavirus

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