Ora anche la Francia e la Spagna prendono consapevolezza dell’emergenza coronavirus e imitano le misure prese dall’Italia. Parigi ha deciso di chiudere tutti i luoghi pubblici “non indispensabili”, fra i quali ristoranti, bar, luoghi di culto. Lo ha annunciato in diretta tv il primo ministro, Edouard Philippe. Il governo spagnolo invece ha dichiarato lo stato di emergenza per due settimane e ha proibito tutti gli spostamenti che non siano dettati da cause di forza maggiore: è permesso andare al lavoro e rifornirsi di beni alimentari. In Spagna sono oltre 6mila i contagi – di cui circa la metà nella capitale, Madrid – e 189 le vittime. “È il momento della responsabilità e della disciplina sociale. È necessario proteggere le persone, proteggendo noi stessi”, ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez illustrando in dettaglio al Paese i provvedimenti varati questo pomeriggio, che vietano ogni spostamento se non “per acquistare prodotti alimentari o farmaceutici” e dispongono la chiusura di “tutte le attività commerciali, ad eccezione delle necessità di base”. Le misure sono in vigore per 15 giorni e potranno essere prorogate.

Da domani tutte le attività ricreative, compresi bar e ristoranti, saranno chiuse anche in Israele. Lo ha annunciato il premier Benyamin Netanyahu in un discorso nel quale ha sottolineato la necessità di distanziarsi dalle altre persone almeno di 2 metri. I servizi essenziali – ha spiegato – continueranno. Nel Regno Unito è stata sfondata quota mille casi e a Londra un bambino nato da madre contagiata è risultato positivo. C’è la prima vittima a New York: una donna di 82 anni. Negli Usa, secondo la Cnn, ci sono oltre 2mila positivi. Chiuse 46mila scuole: 21 milioni di studenti a casa. Il presidente americano Donald Trump annuncia: “Ho fatto il test per il coronavirus”, ancora non c’è il risultato.

Il Marocco sigilla i suoi confini – come hanno già fatto Repubblica Ceca, Danimarca e Polonia – e Wuhan registra il numero più basso in assoluto di nuovi casi: soltanto 4. In totale a oggi sono 145.377 i casi nel mondo e 5.429 le persone decedute per il Covid-19 e i guariti 71.717, secondo l’aggiornamento della Johns Hopkins University. I Paesi colpiti sono 129, con la Cina al primo posto (81.000 casi), seguita dall’Italia (oltre 17.600 casi) e dall’Iran (11.364 casi).

La situazione Paese per Paese:

Spagna – Il governo dispone il blocco degli spostamenti, come avvenuto in Italia. Secondo una bozza del decreto visionata da El Pais, si potrà uscire solo per acquistare alimenti, prodotti farmaceutici e generi di prima necessità; andare nei centri sanitari; recarsi sul posto di lavoro per svolgere le proprie attività lavorative, professionali o commerciali; rientrare nel luogo di residenza abituale; assistere anziani, minori, persone a carico, persone con disabilità o persone particolarmente vulnerabili; andare in banca; per cause di forza maggiore o necessità.

Regno Unito – Un neonato venuto alla luce a Londra da madre contagiata è risultato positivo. Non è chiaro se l’infezione del piccolo, testato subito dopo la nascita, sia avvenuta durante il parto o fosse già in atto. Nel Regno Unito c’è stato un balzo ben oltre quota mille dei contagi: secondo l’aggiornamento quotidiano del ministero della Sanità britannico, il totale censito a stamane è salito a 1.140, con un record di 342 casi in più nelle ultime 24 ore. Il numero dei morti accertati è passato intanto da 11 a 21, mentre è boom di test eseguiti: 4600 in più in un giorno, fino a 36.606 complessivi. Intanto la viceministra alla Sanità britannica, Nadine Dorries, risultata positiva, ha annunciato che anche la madre, 84 anni, è stata infettata.

Stati Uniti – Una donna di 82 anni è la prima vittima del coronavirus a New York. Soffriva da tempo di enfisema e altre patologie respiratorie. I casi confermati per ora sono 421 nello stato di New York, di cui 154 nella città. Negli Stati Uniti chiudono le scuole: dalla prossima settimana almeno 46mila rimarranno vuote in tutto il Paese a causa dell’emergenza coronavirus, con oltre 21 milioni di studenti che resteranno a casa.

Belgio – Comincia oggi un nuovo periodo di restrizioni alla vita sociale e agli eventi pubblici per cercare d’arginare l’epidemia: le scuole sono chiuse fino al 3 aprile, così come i bar, i ristoranti e le discoteche. Stessa sorte anche per tutti gli esercizi commerciali durante il weekend, salvo gli alimentari e le farmacie. Mentre sono annullati tutti gli eventi pubblici e gli spettacoli di teatri, cinema e centri culturali. Le nuove misure annunciate giovedì sera dal governo federale hanno provocato in molte zone del Paese una corsa ai supermercati nonostante le rassicurazioni delle autorità sul fatto che non ci sarà nessuna interruzione nella catena dei rifornimenti. Intanto sale a 689 il numero di contagi nel Paese, con 133 nuovi casi accertati nelle ultime 24 ore.

Olanda – Il numero dei casi di coronavirus in Olanda è aumentato del 20%, arrivando a 959 con 155 nuovi contagi. Lo ha reso noto il ministero della Sanità, specificando che i decessi sono due.

Repubblica Ceca – Per impedire alla proliferazione del virus, il governo ceco ha deciso, con validità immediata, di chiudere i negozi, esclusi quelli di alimentari, prodotti per la casa e il corpo, le farmacie e le stazioni di rifornimento di benzina. La misura sarà in vigore fino al 24 marzo. “La misura è stata adottata nella notte da venerdì a sabato per impedire alla gente di venire nei centri commerciali”, ha spiegato il premier Andrej Babis. Chiusi rimangono anche i ristoranti. Attualmente nella Repubblica ceca ci sono 150 infetti.

Svizzera – Lunedì l’Esercito svizzero interverrà e sarà dispiegato il Battaglione d’ospedale 5. Si tratta di un “servizio speciale per la nostra sicurezza e la protezione di tutti”. Sul sito internet delle forze armate viene spiegato che fra i compiti di questo battaglione c’è il sostegno agli ospedali civili dal punto di vista del personale e del materiale in caso di situazione straordinaria. Il battaglione può anche fare in modo di estendere la capacità delle cure infermieristiche e di base, con la preparazione di strutture che possono accogliere fino a 200 pazienti.

Sud e Centro America – Aumentano lentamente, ma costantemente, i casi di coronavirus nei maggiori Paesi latinoamericani. Dopo l’Argentina che ha aggiornato il suo bilancio di contagiati a 34, con due vittime, un incremento di pazienti colpiti dal Covid-19 si registra anche in Cile, Colombia e Messico. A Santiago del Cile il ministero della Sanità ha reso noto che nelle ultime 24 ore il bilancio dei contagi confermati è salito a 61 per tutto il territorio nazional. Intanto in Colombia le autorità sanitarie hanno comunicato di aver accertato l’esistenza di altri sei casi, per un totale generale di 22. Infine in Messico il direttore generale di Epidemiologia del ministero della Sanità, José Luis Alomía, ha annunciato che da giovedì sera a ieri sera i contagiato di coronavirus sono passati da otto a 26.

Cina – Sono solo 4 i casi di infezioni al coronavirus registrati ieri a Wuhan, capoluogo della provincia dell’Hubei e focolaio della pandemia. Secondo gli aggiornamenti forniti dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc) cinese, si tratta del livello più basso da quando da gennaio è iniziata la raccolta dei dati. Per la prima volta, inoltre, i casi importati di infezione hanno superato quelli locali: sugli 11 complessivi di ieri, oltre ai 4 di Wuhan, gli altri 7 sono ‘contagi di ritornò, di cui 4 a Shanghai, due nel Gansu e uno a Pechino.

Giappone – La diffusione non è ancora a livelli allarmanti e le autorità hanno deciso di non decretare lo Stato di emergenza. Il premier Shinzo Abe ha esortato i cittadini ad evitare aree affollate per contenere l’ulteriore espansione della malattia, ma ci sono polemiche circa la scarsa chiarezza dei numeri del contagio.

Iran – Altri 97 morti per la pandemia di coronavirus nelle ultime 24 ore, portando il numero totale dei decessi finora a 611. Lo riferisce il portavoce del ministero della Sanità, Kianoush Jahanpour. Lo stesso ha aggiunto che il numero dei contagiati è di 12.729, di cui 4.339 guariti; 1.365 casi nuovi sono stati registrati nelle ultime 24 ore.

Marocco – Nella speranza di limitare il contagio di coronavirus il governo marocchino chiude da oggi con effetto immediato tutte le frontiere per evitare l’ingresso di stranieri e isolare i marocchini. Ceuta e Melilla, le enclave spagnole in Marocco sono completamente isolate. Il porto di Tanger-Med, il più grande d’Africa, ha chiuso il terminal per i passeggeri.

Costa d’Avorio – Primo caso. Si tratta di un ivoriano di 45 anni che viveva in Italia. “L’uomo è stato curato al servizio di malattie infettive e tropicali del CHU di Treichville, secondo una nota del Ministero della Salute che indica che le sue condizioni sono “stabili e rassicuranti” e che “le persone con quali è entrato in contatto sono seguite dai medici”.

Canada – “L’Italia non è una eccezione in questa pandemia globale. La triste realtà epidemiologica è che ogni paese occidentale rischia la prospettiva di una esplosione del coronavirus come in Italia”: a lanciare l’allarme e a chiedere misure più stringenti in Canada è un editoriale del quotidiano Toronto Globe and Mail. “Molti hanno liquidato il caso italiano come una eccezione, un paese che ha aspettato troppo ad agire, permettendo al virus di prendere piede”, nota il quotidiano. “Ma l’Italia non è stata lenta a reagire, anzi – prosegue il quotidiano – è stata il primo paese europeo a vietare i voli dalla Cina. Due settimane fa ha imposto le più drastiche misure di salute pubblica mai viste in una democrazia”. Ma l’epidemia “sta persistendo”. “Può accadere tutto questo in Canada, o negli Stati Uniti? Anche se non vogliamo sentircelo dire: sì, può accadere”, sottolinea il giornale canadese.

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