Il ricatto di Renzi al governo Conte 2 e la proposta di introdurre l’elezione diretta del premier tramite un governo di larghe intese che modifichi la Costituzione al momento non piacciono a nessuno, almeno a leggere le dichiarazioni a caldo dei leader di centrosinistra e, soprattutto, di centrodestra. Il tutto mentre da Palazzo Chigi fanno filtrare che il presidente del Consiglio non commenterà le uscite del leader di Italia Viva e che solo nei prossimi giorni si riserverà di rendere note le sue determinazioni. Nel frattempo tutti gli altri parlano, eccome se parlano. Matteo Salvini, a Taranto in tour per la campagna elettorale in vista delle regionali, non commenta direttamente le parole dell’ex Rottamatore, ma punta su un tasto a lui molto caro: il ritorno alle urne appena possibile: “Spero che il voto politico non si allontani perché questi litigano su tutto e non combinano niente – ha detto il leader della Lega – Avessimo un governo che fa delle cose che non condivido sarebbe un fatto. Avere un governo che non fa nulla, perché litiga su tutto, è un dramma. Quindi spero che si voti il prima possibile – ha sottolineato – e non esistono ‘governini‘ e ‘governicchi’, accordi segreti e trucchetti di palazzo: prima si vota e meglio è”. Poco dopo, da via Bellerio hanno fatto filtrare la posizione ufficiosa del Carroccio, nettamente contrario a un governo con tutti dentro. Sottolineando che Salvini non ha commentato direttamente le parole di Renzi, i vertici leghisti hanno sottolineato che per loro non c’è niente di nuovo anche perché il tema delle riforme proposto dal leader di Iv comporta un governo di larghe intese che modifichi la Costituzione con tempi che certo non sarebbero brevi. La Lega – è il ragionamento fatto in via Bellerio – può accettare solo un governo elettorale senza Conte per fare in pochi mesi una o due cose, ma non certo una modifica profonda della Carta che richiederebbe molto tempo trasformando questa iniziativa in un “inciucio“. Poi però Salvini ha commentato le parole di Renzi: “Elezione diretta del premier? Perfetto. Ricordo però – ha sottolineato – che c’è in tutti i Comuni italiani la proposta della Lega sull’elezione diretta del presidente della Repubblica. Anche Renzi può farlo domani stesso a Firenze. È giusto. Sono d’accordo, l’unico che non è d’accordo è il Pd“.

Ancora più netta la posizione di Fratelli d’Italia, che per bocca del capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida ha rispedito al mittente l’invito dell’ex sindaco di Firenze: “Solo un nuovo Parlamento può mettere mani alle riforme. Noi a differenza di Renzi abbiamo sempre avuto una posizione chiara sull’elezione diretta del premier o del Capo dello Stato – ha fatto notare l’esponente del partito di Giorgia Meloni – È naturale la nostra disponibilità a convergere su questa proposta ma non vorremo che sia una scusa per tenere in vita un governo che fa danni all’Italia. Per questo – è la conclusione di Lollobrigida – prima si ponga fine a questa esperienza, si vada al voto, e poi un nuovo Parlamento lavori alle riforme”. La linea di Fratelli d’Italia è confermata a stretto giro da Giorgia Meloni: “La riforma presidenziale o l’introduzione del premierato, storiche battaglie della Destra, sono temi troppo seri per essere utilizzati come biechi strumenti di manovre politiche e di Palazzo come sta facendo Renzi con il suo ben poco credibile appello” ha affermato Giorgia Meloni. Che poi ha aggiunto: “Noi realizzeremo l’elezione diretta del Capo dello Stato grazie al mandato che, insieme al centrodestra, riceverà dal popolo italiano. Si chiuda al più presto questa legislatura ora dai tratti grotteschi, e si consenta agli italiani di dire la loro”.

Non troppo distane il pensiero di Forza Italia, che lega l’esame della proposta renziana alla fine del governo Conte 2: “Prendiamo atto delle affermazioni di Renzi sull’elezione diretta del presidente del Consiglio – ha detto il capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini – L’ex premier ed ex segretario dem, dopo anni, viene sulle nostre posizioni: quelle sul premierato o sul presidenzialismo sono battaglie storiche di Forza Italia. È ovvio che Italia Viva per essere credibile su questi temi deve sciogliere il nodo in merito al sostegno al governo Conte bis. Renzi per essere coerente e concreto deve far cadere questo esecutivo. Provvedimenti scandalosi come lo stop alla prescrizione o il decreto intercettazioni non possono e non devono andare avanti“.

Sul fronte del centrosinistra e tenendo presente che da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che il premier Conte non commenterà le parole di Renzi, per il Partito democratico da registrare la dichiarazione di Dario Franceschini, che ha fatto riferimento alla fiaba di Esopo in cui lo scorpione uccide la rana che lo sta portando in salvo: “…mentre stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del suo folle gesto. ‘Perché sono uno scorpione..’. rispose. ‘È la mia natura!'”. Anche Pierluigi Bersani ha utilizzato una citazione per commentare l’uscita dell’ex segretario del Pd: “Renzi ha sempre avuto un solo programma: Renzi. Ne ‘L’arte della guerra’ Sun Tzu dice: ‘Se vuoi brillare, non metterti al centro della scena’. Ecco, Renzi non è d’accordo”. Bersani, sottolineando che per lui è assurdo che “l’Italia sia in attesa si capire cosa faccia Renzi“, ha spiegato di essere disposto a “prender su le idee di tutti purché quello lì sappia che ci sono anche le idee degli altri. Per esempio sulla giustizia – ha detto – stiamo cercando di intervenire su due cose importantissime: la prima è la lunghezza dei processi e l’altra è quella vergogna della prescrizione che ha lasciato liberi dei delinquenti. Io credo che sia necessario cercare una mediazione. L’elezione diretta del premier? Facciamo un convegno e discutiamone – ha concluso – ma non son disposto a trucchetti: pensare di mettere su in corsa delle mega riforme costituzionali come sarebbe quella del sindaco d’Italia, è un tentativo per buttare la palla in corner”.

In tarda serata è arrivato anche il commento del capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi: “Se qualcuno vuole uscire da questo governo ha il dovere di dirlo senza nascondersi dietro la minaccia di una sfiducia individuale a un ministro – ha scritto su Facebook – Chiarisca se si ritiene parte di una maggioranza o se invece sta con Berlusconi, Salvini e Meloni, visto che continua a votare con le opposizioni. Non è di teatrini che il Paese ha bisogno. Stasera – ha concluso – abbiamo assistito all’ennesima pagliacciata in tv da parte di chi ha paura e cerca costantemente la fuga”.

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