Studenti e anziani a Milano sono perfetti coinquilini. O meglio, “una coppia che spacca” come direbbe Elena, trentina 24enne al suo ultimo anno della laurea magistrale in filosofia. Da un anno e mezzo è “ospite” in casa di Rosanna, una signora milanese di 80 anni che, stanca di vivere da sola, ha deciso di aprire la sua porta agli studenti. Come loro altre 30 coppie del progetto “Prendi in casa uno studente” dell’associazione Meglio Milano: “L’idea – spiegano dall’associazione – nasce per venire incontro sia agli studenti fuori sede, che devono fare i conti con gli affitti da capogiro, sia agli anziani che, seppur indipendenti, sono rimasti soli”.

Da una parte ci sono i giovani: degli oltre 180mila iscritti ai principali atenei milanesi, secondo i dati riportati dall’associazione, il 72% degli studenti non è residente in città. Ecco quindi che, prima dell’inizio di semestre, i ragazzi si trovano alle prese con i vertiginosi prezzi di stanze e appartamenti. Milano, secondo i dati 2019 di Soli affitti, è la città universitaria più cara: l’affitto di una stanza singola arriva a costare fino a 575 euro al mese. Al secondo posto c’è Roma, dove l’affitto si aggira intorno ai 399 euro (quasi cento in meno) e Rimini, con una media di 380 euro. Le meno care sono Perugia, con una media di circa 200 euro e Bari, con 230. Dall’altra parte ci sono gli anziani. Stando sempre ai dati dell’associazione, sono circa 320mila gli over 65 residenti a Milano, di cui buona parte ancora autosufficiente ma alle prese con una case troppo grande per le proprie esigenze.

“Le lezioni stavano per iniziare – racconta Elena – e mi serviva una soluzione rapida ed economica. Mi sono imbattuta nel progetto dell’associazione Meglio Milano e dopo poco mi hanno presentato Rosanna. Non potevano fare scelta migliore”. Le fa eco la coinquilina: “Non volevo vivere da sola. Volevo stare vicino ai giovani. Così ho messo a disposizione una stanza del mio appartamento a Elena. Non potevo trovare coinquilina migliore”. Ognuna ha la sua vita: la mattina Elena va in università, mentre Rosanna, ex assistente sociale in strutture ospedaliere, fa la volontaria al museo del cinema di Milano e nel suo tempo libero si ritrova con amiche o parenti.

Alla sera però tutte e due tornano a casa: “Il momento che preferisco – rivela Elena – è prima di cena, quando ci concediamo un buon bicchiere di vino e ci raccontiamo la giornata”. Continua Rosanna: “Parliamo di cinema, la mia più grande passione: io le consiglio un film da vedere e Elena recupera il dvd in biblioteca. Lei con me fa lo stesso con i libri, suggerendomi anche manuali che studia per la sua laurea in filosofia. Che dire, mi porta un po’ di mondo in casa: stare a contatto con i giovani ti vivacizza la vita”. Sembra quasi un rapporto tra nonna e nipote: “Ormai siamo un’unica famiglia, Rosanna mi permette di ospitare a casa sua anche i miei parenti e mi coinvolge nei suoi appuntamenti”.

Come in una famiglia, si preoccupano l’una per l’altra: “Una sera – racconta Elena – ero uscita con le mie amiche e avevo fatto tardi. Le metro ormai avevano terminato il servizio quindi ho raggiunto casa dopo un viaggio in tram e qualche minuto di passeggiata. Quando ho aperto la porta dell’appartamento ho visto Rosanna con la giacca e le scarpe pronta per uscire. Pronta per salire in macchina e venirmi e prendere“. E poi conclude: “L’ammiro molto. Si gode i piccoli piaceri della vita, da grande vorrò essere come lei”. Ancora qualche mese poi Elena ritornerà in Trentino. Ma il loro non sarà un addio: “Perché certi legami durano per sempre”.

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