Va bene il dialogo, ma ora basta liti e rinvii: è arrivato il momento di decidere. Il premier Giuseppe Conte lo dice chiaramente dopo l’accordo raggiunto da tre quarti della maggioranza sulla prescrizione: bisogna aumentare il passo del governo. Un obiettivo su cui pende la spada di Damocle di Italia Viva, che anche oggi con Matteo Renzi ha fatto sapere che non voterà il provvedimento e che secondo lui il governo non ha i numeri. Una posizione, quella del leader di Italia Viva, criticata dal segretario del Pd Nicola Zingaretti, che in apertura della direzione nazionale dem ha sottolineato che “è evidente, sulla prescrizione sono stati fatti sostanziali passi avanti e il ministro ha sostanzialmente cambiato posizione. Questa è la verità – ha detto – tutto il resto è propaganda di chi piccona alleati e non avversari, di chi porta avanti una posizione che sta diventando ambigua”. Chiaro il riferimento a Italia Viva. Più istituzionali ma non meno forti le parole del capo del Governo: “Il dialogo, il confronto, l’ascolto sono sempre state parole chiave nello svolgimento del mio ruolo da Presidente del Consiglio – ha detto Conte – Ma arriva il momento delle decisioni. Gli italiani si aspettano risposte, non litigi e rinvii, anche sul tema della prescrizione sul quale – ha aggiunto – mi sono speso per trovare un punto di mediazione sempre più avanzato. Confido che tutte le forze di maggioranza riescano a condividere la medesima ragionevole posizione”. Un auspicio, quest’ultimo, che come detto non è stato raccolto da Italia Viva. Il che continua a creare turbolenze all’interno di un governo che per detta del suo massimo rappresentante ha la necessità di cambiare passo.

La conferma di questa ambizione anche da parte del capo politico reggente del M5s Vito Crimi: “Da lunedì ripartiamo con l’agenda di governo 2023: meno tasse e più lavoro i principali obiettivi” ha detto, sottolineando che “sulla prescrizione abbiamo raggiunto un’ottima soluzione: mai più cittadini vittime che vedranno lo Stato gettare la spugna. Aggiungiamo che la prossima settimana parte la riforma del processo penale, per avere processi più rapidi e giusti. È questo che interessa ai cittadini, nient’altro”. Sul futuro del governo scommette anche il presidente della Camera Roberto Fico, che non vede rischi di crisi nonostante le turbolenze dovute causare dalla giustizia: “Non credo che ci siano rischi e bisogna lavorare a testa bassa su tutti i provvedimenti importanti per gli italiani e fare il bene dei cittadini”.

Chi ha parlato sull’accordo trovato in serata sulla prescrizione è stato il Guardasigilli Bonafede. Alla domanda se il lodo Conte-bis sulla prescrizione sia ancora perfezionabile, il ministro della Giustizia è stato chiaro: “No. Poi, per carità, c’è il Parlamento che è sovrano e ci sono ancora i passaggi parlamentari – ha spiegato – però diciamo che abbiamo fatto otto vertici, ora si va in Cdm su quel testo, poi chiaramente, a seconda di come si deciderà di portare il lodo Conte-bis, allora a quel punto il Parlamento avrà la possibilità di esprimersi”. Nel frattempo, però, ci sono da tagliare i tempi della giustizia italiana: “Lunedì in Consiglio dei ministri – ha proseguito Bonafede – andrà la riforma del processo penale per garantire ai cittadini italiani certezza e brevità dei tempi del processo penale per quanto possibile, e chiaramente con l’eliminazione di ogni tipo di isola di impunità, questo è il punto più importante. Lunedì – ha detto ancora – contemporaneamente verrà approvato anche probabilmente un decreto legge, stiamo verificando qual è il veicolo migliore, per concretizzare il cosiddetto lodo Conte-bis“.

Il ministro della Giustizia, poi, ha parlato del rapporto di collaborazione con il Pd: “Devo dire che riconosco, e mi fa piacere farlo, grande lealtà, grande correttezza, grande senso di responsabilità da parte del Partito Democratico e di Leu – ha detto Bonafede – perché governare un Paese quando si è in quattro forze politiche, vuol dire anche venirsi incontro. Voi sapete che il Conte-bis non è la mia proposta originaria – ha aggiunto – la mia proposta originaria che oggi è legge è un’altra. Però nel momento in cui mi trovo al governo, e sono ministro di un governo con tante forze politiche, chiaramente so che devo cercare una sintesi”. Il Guardasigilli ha poi parlato dell’azione di Conte, che “ha fatto una proposta di mediazione: a me tanto interessavano due cose, come ho sempre detto, e cioè celerità dei tempi ed eliminazione delle isole di impunità. Questi obiettivi vengono comunque raggiunti. Ai cittadini italiani che rispettano le regole, a tutti i cittadini che vogliono una giustizia celere ed efficiente, stiamo dando un segnale importante, e quindi alla fine abbiamo accolto questa proposta del presidente del Consiglio“.

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