Grandi alleate nella lotta ai cambiamenti climatici, fulcro di importanti rotte migratorie e fonte inestimabile di risorse, le 2.200 zone umide d’importanza strategica internazionale per il mantenimento della biodiversità mondiale riconosciute dalla convenzione di Ramsar (2 febbraio 1971) accolgono la più grande biodiversità della Terra. E quelle riconosciute sono solo una parte del totale. A ricordare l’importanza di queste aree, in occasione della Giornata Mondiale delle Zone umide che ricorre il 2 febbraio, sono anche i dati raccolti da Legambiente nel Focus Zone Umide 2020. Secondo la lista stilata dalla Convezione di Ramsar, sono oltre 220 milioni gli ettari coperti dalle zone umide nel mondo, rifugio per volatili, piante, mammiferi, anfibi, pesci e invertebrati. Di questi, 82.331 ettari (circa 15mila con superficie agricola) si trovano in Italia, Paese che conta 65 siti Ramsar e, complessivamente, 1520 zone umide secondo l’inventario del PMWI (il Pan Mediterranean Wetland Inventory di Med Wet). Il nostro Paese, inoltre, vanta la più grande biodiversità d’Europa, ospitando il 37% della fauna euro mediterranea.

LE AREE IN PERICOLO – Nel Focus, Legambiente ricorda come il pericolo sparizione sia sempre più una realtà per questi habitat e per le specie che li popolano. Se, come rileva il Segretariato della Convenzione di Ramsar, dal 1900 a oggi, almeno i tre quarti delle zone umide di tutto il mondo sono scomparsi, gli ultimi dati IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) mettono in evidenza anche il problema legato alla perdita della biodiversità, con 596 su 2807 specie animali che in Italia rischiano di scomparire, minacciate da cambiamenti climatici, sfruttamento delle risorse naturali, frammentazione e perdita di habitat, inquinamento e pesticidi, introduzione di specie aliene invasive, urbanizzazione e infrastrutture. Allarmanti anche i dati dell’ultimo rapporto Onu, che evidenzia come la natura stia subendo un declino, con tassi d’estinzione senza precedenti nella storia umana: nell’arco di un decennio potremmo dire addio a un milione di specie animali e vegetali.

LE SFIDE AMBIENTALI – “Il 2020 sarà un anno cruciale – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette e Biodiversità di Legambiente – per raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati con la Strategia Nazionale per la Biodiversità, su cui l’Europa e l’Italia sono in forte ritardo. Per questo, chiediamo un’accelerazione sul fronte delle azioni da mettere in campo, anche alla luce delle proposte avanzate dalle Nazioni Unite”. Secondo Legambiente “non solo le aree Ramsar, ma anche tutte le aree umide inventariate dal PMWI, richiedono attenzione e una corretta gestione sulla base della Strategia Nazionale Biodiversità e dei suoi indirizzi”. In particolare, tra le proposte lanciate dall’associazione c’è quella di prevedere una maggiore sinergia tra Direttive europee Acque, Habitat e Uccelli, sostenendo la valorizzazione delle zone umide. “Queste aree – ricorda Legambiente – rappresentano i serbatoi di carbonio più efficaci sulla Terra, immagazzinandone il doppio rispetto a quello assorbito da tutte le foreste”. Sono in grado di assorbire anche le piogge in eccesso arginando il pericolo inondazioni, di rallentare l’insorgere delle siccità e stabilizzare le emissioni di gas serra. Limitano, inoltre, l’erosione delle aree costiere per effetto dell’innalzamento del livello dei mari, riducendo l’impatto di tifoni, uragani e tsunami. Custodiscono, al contempo, scorci suggestivi in ogni stagione, luogo ideale per praticare attività sportive ecosostenibili e incentivare l’ecoturismo. “Senza dimenticare – ricorda il dossier – gli importanti riverberi che hanno sulla vita quotidiana dell’uomo, specie per quanto concerne la produttività delle zone umide, le cui piante forniscono alimenti base a gran parte della popolazione mondiale, dal riso al pesce di acquacoltura, e il 70% di tutta l’acqua dolce utilizzata per l’irrigazione”.

LA MOBILITAZIONE – La Giornata Mondiale delle Zone umide mobilita ogni anno i gruppi locali di Legambiente e centinaia di persone, con particolare attenzione alle aree considerate minori e non riconosciute con lo status previsto dalla Convenzione. ‘Life thrives in wetlands – Wetland biodiversity matters‘ (La vita prospera nelle zone umide) è lo slogan della campagna globale 2020 lanciata in occasione della Giornata Mondiale. Un appuntamento cui Legambiente contribuisce con oltre una trentina di iniziative, tra visite guidate, attività di birdwatching e convegni che, da Nord a Sud, animeranno l’intero weekend. Dall’escursione alle zone umide del Parco Nazionale del Circeo (Latina), per scoprire e visitare laghi e acquitrini che ospitano una ricchissima avifauna acquatica con oltre 260 specie, all’escursione nell’Area Naturalistica del lago di Ariamacina, nel Parco nazionale della Sila, o alla visita guidata alle Oasi di Punte Alberete e Valle Mandriole (Ravenna), in Emilia Romagna. Tutti gli appuntamenti sono consultabili a questo link.

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