Il tratto di A14 tra Pescara Nord e Pineto riapre ai mezzi pesanti. Il giudice per le indagini preliminari di Avellino ha accolto parzialmente l’istanza presentata da Autostrade per l’Italia che chiedeva di rimuovere il divieto di circolazione sul viadotto Cerrano dei tir con massa superiore a 3,5 tonnellate. La circolazione era stata interrotta a dicembre e nel corso delle festività natalizie aveva provocato notevoli disagi agli automobilisti, tanto che la concessionaria aveva aperto ai rimborsi per chi ha dovuto subire code e ritardi.

Il giudice ha invece confermato l’inibizione del passaggio da parte dei trasporti eccezionali e dei trasporti di merce pericolose sul viadotto, alto 90 metri. Restano anche le limitazioni già presenti prima del provvedimento: il divieto di circolazione sulla corsia di marcia, l’interdistanza minima di 100 metri tra i veicoli in transito, limite di velocità di 60 chilometri orari per i veicoli leggeri e di 40 km/h per i veicoli pesanti, nonché il divieto di sorpasso.

La riapertura al traffico pesante del viadotto, sottolinea Autostrade, “diventerà effettivamente operativa nel tempo tecnico strettamente necessario per l’installazione della segnaletica relativa al divieto di transito delle merci pericolose, le cui procedure di lavorazione sono state immediatamente avviate”. Le tempistiche esatte, spiega la concessionaria, saranno comunicate a stretto giro dalla Direzione di Tronco di Pescara.

Il gip di Avellino, Fabrizio Ciccone, aveva disposto la chiusura perché gli ispettori del ministero delle Infrastrutture avevano segnalato due “criticità” in materia di sicurezza: lo scivolamento del terreno che preme così sui piloni, le stampelle che si spostano e la tenuta antisismica delle cerniere temporanee che avrebbero dovuto tenere insieme le campate durante i lavori di sostituzione di quelle attualmente impiegate. La chiusura del tratto autostradale ai tir, tra l’altro, aveva congestionato la Statale Adriatica, impazzita per il passaggio dei mezzi pesanti nel piccolo borgo di Silvi Marina.

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