Restano tutt’e quattro le mine seminate da Italia Viva lungo il percorso del decreto Milleproroghe su cui voteranno la prossima settimana le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Tra gli emendamenti ritenuti ammissibili ci sono sia il rinvio dell’entrata in vigore delle microtasse verdi – plastic tax e sugar tax – inserite in manovra sia il rinvio della riforma Bonafede (già in vigore dal primo gennaio) sia le modifiche alle norme volute dal governo sulle concessioni autostradali, attraverso le quali si dà più forza allo Stato nei confronti dei concessionari privati. Si tratta di testi che potrebbero mettere in difficoltà la maggioranza su temi centrali sia per il M5s che per il Pd.

In votazione non ci sarà invece l’emendamento per la liberalizzazione della cannabis light, firmato da una trentina di parlamentari di M5s, Pd e Liberi e Uguali più altri di +Europa. La proposta di modifica è stata ritenuta inammissibile così come l’emendamento presentato dall’ex ministro Luca Lotti che avrebbe modificato governance e finanziamento a Coni e Sport e Salute, “controriforma” delle decisioni del governo gialloverde per mano del sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti.

Gli emendamenti inammissibili sono stati 1024, quasi la metà dei presentati. “È il risultato di un lavoro condotto con metodo serio e rigoroso, con terzietà e imparzialità, come si impone a chi ricopre incarichi istituzionali di garanzia” ha detto il presidente della commissione Affari costituzionali Giuseppe Brescia. In particolare è stato dichiarato inammissibile circa il 60 per cento degli emendamenti di M5s e Pd. Tra le proposte di modifica del centrodestra sono state ammesse quelle per la cancellazione totale di sugar tax e plastic tax e sono state bocciate anche la richiesta di un esponente di Forza Italia di abrogare il via libera alla circolazione dei monopattini e quella del Pd per rivedere la concessione alla Sat per la gestione e i lavori di costruzione delle tratte dell’A12. Su quest’ultimo tema è in fase di istruttoria anche un emendamento del governo.

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