La ristrutturazione e il rilancio della Banca Popolare di Bari avverranno “entro la metà dell’anno”. Questa la posizione del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che venerdì ha parlato in audizione alla commissione Finanze della Camera. Il titolare del Tesoro è stato sentito sulla crisi dell’istituto di credito e ha auspicato un piano “robusto” per il rilancio. Inoltre ha escluso che i depositanti possano essere danneggiati e si è augurato la previsione di “incentivi a favore di piccoli azionisti”.

Il “progetto” di ristrutturazione di PopBari, ha spiegato Gualtieri, “prevede a regime la trasformazione della banca in società per azioni con la copertura delle perdite che emergeranno a seguito delle valutazioni dei commissari e dell’ispezione della Banca d’Italia”. Successivamente avverrà la ricapitalizzazione della banca da parte di Mediocredito centrale, del Fondo interbancario di tutela dei depositi e di investitori privati che potranno “auspicabilmente essere individuati”. Soluzione invocata anche dalla vice direttrice generale di Bankitalia Alessandra Perrazzelli.

Gualtieri ha sottolineato che il nuovo regime europeo sulle crisi bancarie, il cosiddetto bail-in, “segna uno spartiacque nella gestione dei dissesti bancari” perché “lo spazio per un intervento pubblico si è progressivamente ridotto”. L’effetto principale è l’opportunità di “un’attitudine proattiva da parte del sistema bancario per intervenire in uno stadio precoce” di fronte alle difficoltà.

Il ministro ha inserito la questione della Popolare di Bari all’interno del più ampio quadro della situazione del Sud, affermando che il divario di sviluppo con il Nord è aumentato e “deriva in larga misura dalla minore produttività delle imprese meridionali, anche per la loro minore dimensione”. Un contesto del quale “risentono” le banche meridionali, essendo tali istituti “deputati al finanziamento della piccola impresa locale“. Gualtieri ha sottolineato dunque “il bisogno” di interventi che colmino “il deficit dimensionale e riducano il divario di sviluppo del Mezzogiorno rispetto all’Italia centrale e settentrionale”. Barriere allo sviluppo evidenziate nei giorni scorsi pure dall’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, anche lui audito in Commissione, davanti alla quale ha sottolineato che il costo del credito è più elevato per le imprese meridionali. Secondo Gualtieri il decreto si inquadra proprio in questo scenario, dominato dalla necessità di interventi di carattere strutturale per il rilancio del Sud.

Gualtieri ha toccato anche il problema dei rapporti con l’Europa. Secondo il titolare del dicastero dell’economia il dialogo con la Commissione europea sulla trasformazione delle imposte differite attive (Dta) presenta “tempi incompatibili con le esigenze” della Popolare di Bari e potrebbe portare “presumibilmente a una posizione di diniego” al via libera. Comunque il ministro auspica “che l’interlocuzione con l’Ue si concluda positivamente entro primi di giugno”. Se così fosse, sarebbe possibile convocare l’assemblea per la trasformazione in società per azioni “alla fine di giugno”. Trasformazione in spa che il ministro ritiene “necessaria”, “fondamentale”. Dopo di essa si potrebbe procedere all’aumento di capitale.

Riguardo al decreto legge sulla banca, secondo il ministro esso “pone le premesse per scongiurare scenari di grave nocumento per il sistema produttivo e finanziario” e “rappresenta un’opportunità importante per il rilancio del Mezzogiorno“. Il governo ritiene “utile mantenere la formulazione attuale del decreto, per consentire a Mediocredito centrale (Mcc) di fungere da aggregatore, se ricorrano i presupposti, e avere un ombrello per tutti i possibili scenari”.

Gualtieri inoltre ha dichiarato che lo stato di salute delle banche italiane “è in netto miglioramento”, evidenziando il dimezzamento delle sofferenze e il miglioramento degli indici di redditività. In merito all’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) per il salvataggio della Popolare di Bari, il ministro ha messo in evidenza “il senso di responsabilità del settore bancario che ha assunto l’onere del salvataggio e che ha dimostrato capacità di coesione e di reazione nei casi di difficoltà emersi negli ultimi anni”.

Il ministro si è detto consapevole degli effetti della tenuta della Popolare sul tessuto economico locale e ha detto che “evitare uno scenario di liquidazione della banca è una condizione per evitare uno scenario forte a livello economico e sociale”. Secondo Gualtieri, la trasformazione della banca in società per azioni e l’ingresso del Fitd e di Mcc “comporteranno effetti di rilievo sia sul valore che sulle dimensioni della partecipazione degli attuali azionisti, mentre per i depositanti non si prevedono impatti, sono lieto di dare questo messaggio”. Inoltre il ministro “auspica, per gli azionisti attuali, che il Fitd possa considerare forme di incentivo a favore dei piccoli azionisti coniugata a strumenti composizione controversie in corso”. Gualtieri ha concluso sollecitando le forze politiche a cercare “una convergenza più larga possibile”.

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