“Dove sono i miei occhiali?”. La signora fruga in borsa, fra pacchetti di fazzoletti, trousse, chiavi, penne e caramelle. Ma quando finalmente trova il prezioso astuccio, l’attimo è passato. C’è un’opera di Wagner in scena. Da ascoltare e osservare in silenzio. Quel momento sacro che tiene tutti, o quasi, attaccati alle poltrone si è perso per sempre nel fruscio generato dalla signora. Per i melomani al suo fianco è un vero affronto. Perciò è bene prepararsi tutto il nécessaire prima che si spengano le luci. E guai a commentare sottovoce. Se non è gradito lo spettacolo, specialmente quando l’artista è Tony Servillo, ormai un re delle bacchettate al pubblico, si guadagna l’uscita durante l’intervallo. A meno che non si voglia diventare protagonisti della pièce, invitati dall’artista a lasciare la sala fra gli entusiasmi della platea.

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