Con le nuove AirPods Pro Apple ha cambiato approccio alla riproduzione audio in cuffia rispetto alle AirPods 2, ma non bisogna fare confusione, perché le Pro più che le eredi delle AirPods 2 sono proprio un altro modello, che si rivolge a un pubblico diverso. Apple infatti ha voluto introdurre una tecnologia di riduzione del rumore ambientale e questo ha reso necessario trasformare gli auricolari in in-ear. Il prodotto come sempre è di alto livello ma i limiti non mancano, ad esempio per quanto riguarda l’ergonomia e la qualità della riproduzione audio, con bassi un po’ assenti. Due limiti che diventano abbastanza evidenti quando si prende in considerazione il prezzo, pari a 278,99 euro .

Il mercato infatti offre anche altre soluzioni in-ear con riduzione del rumore a un prezzo decisamente inferiore, come nel caso delle Huawei FreeBuds 3, la cui compatibilità con l’ecosistema Apple è però ancora limitata, o prodotti di qualità più elevata, soprattutto per quanto riguarda la resa sonora, nella stessa fascia di prezzo, come le Sony WF-1000XM3. Insomma, Apple ha fatto un gran lavoro, proponendo un prodotto competitivo al primo tentativo, ma è ovvio che ogni dispositivo ha pregi e difetti e l’utente dovrà quindi valutare attentamente quali siano più importanti soggettivamente prima di decidere l’acquisto da effettuare.

Costruzione e indossabilità

Da un punto di vista estetico Apple non ha cambiato approccio per le AirPods Pro, anche se chiaramente la trasformazione in in-ear ha avuto un impatto sul design complessivo. Troviamo comunque grossomodo lo stesso design delle AirPods 2, con la finitura bianca e lucida effetto “ceramica”, anche se per ovvi motivi il corpo è un po’ meno snello.

Apple ha anche deciso di mantenere il design con gli steli marcati, in controtendenza dunque rispetto alla maggior parte degli auricolari in-ear true wireless presenti sul mercato. Questa soluzione ha consentito di spostare i comandi sugli steli stessi, in modo da interferire il meno possibile con l’indossabilità. Picchiettare costantemente sugli auricolari infatti può provocare spostamenti o una penetrazione più profonda delle in-ear che, ad alcuni, può dare fastidio. Qui invece per controllare riproduzione audio, chiamate, assistente vocale e modalità di riduzione del rumore, è necessario afferrare lo stelo e premerlo una o più volte.

Nella confezione sono inclusi gommini di tre differenti dimensioni. Durante il nostro test l’ergonomia si è rivelata buona, ma non perfetta. Del resto questo è un problema che caratterizza un po’ tutti gli auricolari in-ear, la cui indossabilità e comodità d’uso è molto personale.

Se infatti da un lato abbiamo riscontrato una certa facilità e immediatezza nell’inserimento e nel posizionamento delle AirPods Pro, dobbiamo anche dire di aver riscontrato un isolamento non ottimale. Nonostante la funzione di controllo software che, tramite riproduzione audio e uso dei microfoni integrati, consente di stabilire se l’isolamento acustico è ottimale, nessuno dei tre gommini in dotazione si è rivelato perfetto. Da questo punto di vista è un peccato che Apple non abbia inserito nella confezione anche gommini in memory foam accanto a quelli in gomma.

La custodia degli auricolari è identica a quella degli AirPods 2, ma ovviamente un po’ più grande. La ricarica wireless è ovviamente integrata e consente di ricaricare le AirPods Pro fino a 5 volte. Sul dorso è presente un pulsante per l’abbinamento Bluetooth, ma vi servirà soltanto in caso vogliate utilizzare gli auricolari con smartphone diversi dall’iPhone, altrimenti è sufficiente avvicinare i due dispositivi e aprire la custodia per effettuare il pairing.

Chiudiamo con l’autonomia, che ovviamente varia a seconda dell’utilizzo che ne faremo. In generale siamo attorno alle 3 ore in chiamata e 5 in riproduzione musicale, con singola ricarica. In quest’ultimo caso però attivando anche la riduzione del rumore, l’autonomia scende di circa un’ora.

Software e qualità audio

Le Apple AirPods Pro offrono tre modalità di riproduzione tra cui scegliere, quella di base, senza funzionalità aggiuntive attivate, in cui l’isolamento ambientale è solo quello passivo dovuto al fatto che indossiamo delle in-ear, la modalità ANC (Active Noise Cancelling) attiva, che sfrutta i due microfoni degli auricolari per rilevare i suoni provenienti dall’esterno e invertirne la fase al fine di ridurne l’impatto e, infine, una modalità “trasparenza”.

Quest’ultima funziona in maniera opposta rispetto all’ANC, visto che i microfoni sono utilizzati per captare i rumori esterni e trasmetterli al nostro orecchio. Si tratta di una soluzione assai comoda quando si vuol essere consapevoli dell’ambiente circostante, ad esempio quando si deve attraversare un incrocio, o quando vogliamo conversare con qualcuno senza doverci togliere le cuffie.

La qualità audio è soddisfacente, ma non eccellente. Sostanzialmente non si discosta molto da quella offerta dalle AirPods 2, gradevole ma non certo corretta e adatta ad esempio a un audiofilo. In particolare la risposta, pur essendo lineare, manca un po’ di corpo nella gamma medio bassa e di definizione in quella più alta. Attivando la modalità ANC inoltre il suono tende a riscaldarsi e a diventare più cupo in ragione del maggior isolamento acustico, ma anche a perdere un po’ in dettaglio e ariosità. Insomma per effettuare chiamate o ascoltare audiolibri o video la resa è ottima, ma per gli appassionati di musica c’è di meglio. La riduzione attiva del rumore funziona bene, ma non offre un isolamento migliore rispetto ad altri prodotti con analoga tecnologia.

Con le AirPods Pro dunque Apple ha messo a punto un prodotto differente rispetto alle AirPods 2 classiche, per un pubblico con esigenze diverse. La missione può dirsi sostanzialmente compiuta e il prodotto riuscito, ma non bisogna sottovalutarne i limiti in fase di scelta perché come detto, a seconda delle proprie esigenze, potrebbero esserci prodotti con tecnologia analoga e prezzo inferiore o dello stesso prezzo ma con qualità audio superiore.

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