“Che succede con Balotelli? Che è nero, cosa vi devo dire. Sta lavorando per schiarirsi però c’ha molte difficoltà”. Con questa frase Massimo Cellino, presidente del Brescia, a margine dell’assemblea della Lega Serie A, ha risposto sorridendo a proposito dell’esclusione di Mario Balotelli contro la Roma. Un tentativo di battuta mal riuscito del patron bresciano, durante una analisi lunga della situazione delle Rondinelle, che stona con la lotta al razzismo nel calcio portata avanti anche dallo stesso attaccante, vittima dei cori razzisti solo poche settimane fa durante un Verona-Brescia.

Il Brescia, con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale, interviene per provare a chiudere il caso scatenato dalle parole del presidente. Secondo la società, quella di Cellino “trattasi evidentemente di una battuta a titolo di paradosso, palesemente fraintesa, rilasciata nel tentativo di sdrammatizzare un’esposizione mediatica eccessiva e con l’intento di proteggere il giocatore stesso”.

Proprio dai cori contro il Verona, Balotelli non è più stato lo stesso. Da quando poi sulla panchina bresciana è arrivato Fabio Grosso, sono cominciati i problemi, con il nuovo tecnico che accusa l’attaccante di essere svogliato. Cellino ha poi commentato la situazione: “E’ successo che nel calcio ci sono squadre che combattono e vincono. Se noi pensiamo che un solo giocatore possa risolvere le partite, offendiamo la squadra e il gioco del calcio”. “Balotelli via a gennaio? Il mio allenatore ha fatto un errore la settimana scorsa, parlando in conferenza di Balotelli e non della squadra. Balotelli l’ho preso a fine mercato, non per fare abbonamenti e vendere pubblicità. L’ho comprato perché poteva essere un valore aggiunto. Ma lo abbiamo fatto diventare un punto di debolezza per sovraesposizione. Se continuano a parlare di Balotelli facciamo male a lui e a noi stessi“, ha concluso Cellino.

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