La Lega nel Partito popolare europeo? “Ho tanta immaginazione però ci sono dei limiti”: è la risposta ironica del presidente Donald Tusk, ex presidente del Consiglio europeo. Una ipotesi che peraltro il suo predecessore, Joseph Daul, sgombera dalla discussione così: “Posso dire che finora non abbiamo ricevuto alcuna richiesta della Lega di diventare membro del gruppo”. Ciononostante Marco Zanni, eurodeputato della Lega e capogruppo di Identità e democrazia all’Europarlamento, vuole mettere a verbale che “non staremo mai con quelle forze che, con scelte politiche folli e scellerate, si sono rese responsabili della disintegrazione dell’Europa, rendendo le nazioni Ue più povere, meno sicure e meno protette”. “Noi lavoriamo e lavoreremo per superare gli schemi che appartengono al passato e per avere un’Europa più attenta alle esigenze dei territori” conclude Zanni.

A Zagabria, al congresso del Ppe, Antonio Tajani è stato eletto vice di Tusk, unico italiano tra 10. “Sulla Lega – dice – mi auguro che in Europa faccia dei passi in avanti e magari, perché no, possa aderire al gruppo dei Conservatori. Noi siamo nel Ppe e loro decideranno il da farsi”. All’appuntamento era presente anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi: “Non c’è un discorso di dialogo” fra la Lega ed il Ppe, “non è all’ordine del giorno, semplicemente Salvini, anche nell’ultimo incontro, ha ribadito di essere disponibile a giudicare i proponimenti, i vari progetti del Partito popolare europeo al Parlamento europeo e sulla base del singolo progetto dare la sua adesione o meno”. L’ex presidente del Consiglio assicura comunque di voler fare da “tramite fra ciò che avrà deciso il Partito popolare europeo e le decisioni che assumerà la Lega”.

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