Una cena a Bologna con oltre due mila volontari, iscritti e militanti Pd, per provare a esorcizzare l’incubo leghista. E lanciare ufficialmente la campagna elettorale per la corsa bis di Stefano Bonaccini, governatore uscente dell’Emilia Romagna e ricandidato presidente. Dal capoluogo emiliano, dove è in corso la tre giorni dem ‘Tutta un’altra storia‘ che si concluderà con l’assemblea nazionale del partito, è stato il segretario dem Nicola Zingaretti, insieme allo stesso presidente, l’ospite d’onore dell’iniziativa. E se il numero uno Pd da settimane prova ad allontanare l’idea che le Regionali del 26 gennaio 2020 si possano trasformare in un test nazionale, di fronte a quel Matteo Salvini che invece rivendica di ‘volersi prendere l’Emilia” per poi puntare al governo del Paese, anche lo stesso Bonaccini avverte: “Salvini, Lega e Borgonzoni stanno combattendo una partita che non c’entra nulla con questa terra”.

Allo stesso modo, però, in casa dem si interrogano su quanto possano incidere le frizioni del governo Conte bis in vista delle prossime tornate elettorali, soprattutto sulla tenuta del partito. Tanto che lo stesso Bonaccini ha lanciato un appello affinché i contrasti vengano messi da parte: “Non ne possiamo più di litigare, non ce la facciamo più. È una cosa che non danneggia solo me, ma tutti i partiti che compongono il governo”. Tradotto, un regalo alla Lega e al centrodestra. Lo stesso regalo che, sono convinti al Nazareno, farà il M5s sfilandosi da una corsa comune. Soprattutto se i pentastellati decidessero anche di presentare un candidato proprio, che finirebbe per drenare consensi al governatore uscente. Il M5s deciderà nei prossimi giorni, ma al momento l’ipotesi più accreditata sembra quello di una specie di desistenza, rinunciando a presentare la lista del movimento. “Non si possono fare alleanze solo per battere gli avversari perché gli italiani se ne accorgono e ti mandano a casa. Ma al tavolo per discutere bisogna sedersi. Il M5s decida cosa fare, non posso tirarli per la giacchetta”, ha rivendicato lo stesso Bonaccini. Accanto a lui, Zingaretti ascolta, incassa i malumori (rinnovati) sulla plastic tax da parte dello stesso presidente uscente. Poi a sua volta avverte gli alleati di governo: “Io non mi permetterò mai di picconare gli alleati di governo, ma dico anche che ogni picconata al Pd è un favore a Matteo Salvini, non fatelo”. Un messaggio diretto a M5s e Italia Viva, nella cui tenaglia rischia di finire lo stesso Pd.

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