Branko Lustig, il produttore cinematografico e premio Oscar per Schindler’s list e Il Gladiatore è morto. Aveva 87 anni. Il cordoglio per la scomparsa di Lustig è corso subito online nei messaggi di Russell Crowe e Steven Spielberg. “Ho appena letto la notizia della morte di Branko Lustig. Ha condotto una vita incredibile. Dall’orrore della Seconda Guerra Mondiale alla gloria dell’Academy. Una volta mi disse: ‘Sei spesso in disaccordo con me, ma sei sempre un amico nei giorni in cui ho bisogno di te’. Sì. Per sempre tuo amico”, è il tweet di Crowe/Decimo Massimo Meridio. “La morte di Branko mi ha spezzato il cuore”, ha dichiarato invece Spielberg.

“Quando ci siamo incontrati per la prima volta per discutere di Schindler’s List, Branko ha insistito sul fatto che i suoi riconoscimenti cinematografici fossero irrilevanti e che la qualifica per lavorare al film fosse semplice. Così si è arrotolato una manica della camicia e mi ha mostrato il tatuaggio che gli avevano fatto ad Auschwitz. Rimasi senza parole e la nostra adorabile amicizia di quasi tre decenni è nata in quel momento così intimo e personale”. Già perché Lustig era stato deportato da 12enne nei campi di sterminio di Auschwitz prima e Bergen-Belsen poi.

Nato nel 1932 ad Osijek in Croazia in una famiglia di origine ebraica, Lustig vide morire per mano delle SS sia la nonna che il padre, mentre con la madre, anch’essa deportata e sopravvissuta, riuscì a riunirsi finita la guerra. Nel 1955 iniziò a lavorare come assistente alla regia e nel settore organizzativo della produzione di una storica produzione statale croata sotto Tito, la Jadran Film. A partire dal 1971, come addetto alle location croate per il musical di Norman Jewison, Fiddler on the roof, Lustig inizia la sua attività di production manager che vedrà diversi titoli in terra californiana e il ritorno ancora per l’organizzazione degli esterni croati nel celebre La scelta di Sophie (1982) di Alan J. Pakula. È nel 1988 che Lustig si trasferisce definitivamente ad Hollywood e poco tempo dopo incontra Spielberg.

Da quell’incontro nasce uno dei capolavori del novecento cinematografico: Schindler’s list. Lustig è uno dei tre finanziatori diretti del film con Spielberg e Gerard Molen. Stesso incarico di quello che tira fuori materialmente i soldi anche per Ridley Scott per Il Gladiatore (2000). Entrambi i film vincono l’Oscar e Lustig ritira per ben due volte il premio dell’Academy durante la notte della premiazione. Successivamente, come executive, continuerà a seguire i progetti di Scott tra cui Hannibal, Black Hwak down, Un’ottima annata.

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