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Liliana Segre, il presidente israeliano scrive una lettera alla senatrice: “Inorridito per le minacce. L’aspetto a Gerusalemme”

"Come senatrice a vita della Repubblica italiana, le sono stati riconosciuti i suoi altissimi meriti per la patria, come attivista per la giustizia e contro il razzismo e l’antisemitismo, lei lavora instancabilmente per un mondo migliore"
Liliana Segre, il presidente israeliano scrive una lettera alla senatrice: “Inorridito per le minacce. L’aspetto a Gerusalemme”
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“Cara signora senatrice, sono rimasto inorridito nell’ascoltare la notizia che lei ha dovuto ricevere protezione a garanzia della sicurezza a causa delle minacce antisemite. Sono profondamente dispiaciuto che le circostanze che mi portano a scriverle siano così dolorose”. Inizia così la lettera di solidarietà scritta dal presidente israeliano Reuven Rivlin alla senatrice Liliana Segre, destinataria di 200 messaggi di odio al giorno e, per questo, dal 7 novembre sotto scorta.

“Nessuna parola – ha aggiunto Rivlin nella sua lettera pubblicata anche sulla sua pagina Twitter – può esprimere in maniera adeguata il mio orrore e disgusto per il fatto che lei sia esposta a tale comportamento criminale. Come sopravvissuta all’Olocausto, lei ha visto le terribili e tragiche conseguenze dell’antisemitismo. Come senatrice a vita della Repubblica italiana, le sono stati riconosciuti i suoi altissimi meriti per la patria. Come attivista per la giustizia e contro il razzismo e l’antisemitismo, lei lavora instancabilmente per un mondo migliore“. Nella lettera poi sottolinea come il caso di Liliana Segre sia solo un “altro terribile esempio della realtà per gli ebrei in Europa oggi. Ma credo che la risposta più appropriata sia continuare a fare quello in cui crede. Uguaglianza, diritti umani, accettazione dell’altra persona e tolleranza sono centrali nell’ebraismo e nei valori umani universali. Sono le fondamenta su cui sono basate le nostre vite, senza di esse siamo persone inferiori”.

La lettera poi si conclude con un invito: “La sua missione personale, la sua forza e il suo coraggio sono modello per noi in Israele e per le comunità ebraiche in tutto il mondo. Sarebbe un grande onore mio personale e per lo Stato di Israele, accoglierla a Gerusalemme e in Israele”.

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