Da oggi, giovedì 7 novembre, Liliana Segre vivrà sotto scorta. L’ipotesi di assegnare una protezione personale alla senatrice a vita 89enne ex deportata ad Auschwitz era sotto esame già da tempo ma, dopo l’escalation di odio nei suoi confronti degli ultimi giorni – da ultimo lo striscione esposto da Forza Nuova nel corso di un appuntamento pubblico a Milano – la procedura ha avuto un’accelerazione. Il via libera definitivo all’assegnazione di due carabinieri per la scorta della Segre è arrivato nel pomeriggio di mercoledì dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Renato Saccone, su indicazioni anche del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Intanto la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta contro ignoti sugli insulti e minacce ricevuti dalla senatrice via web: a occuparsene è il Dipartimento antiterrorismo.

D’ora in avanti quindi, Liliana Segre avrà due carabinieri che la accompagneranno in ogni suo spostamento e nelle uscite pubbliche, ultimamente sempre più frequenti. Il provvedimento per la sicurezza della senatrice a vita è quello della tutela, il livello più basso di scorta. Una misura che si è resa necessaria nei confronti di una donna che, per sua stessa ammissione, attraverso i canali dei social network riceve in media ogni giorno duecento messaggi incitanti all’odio razziale. “A Liliana Segre, una delle ultime sopravvissute italiane alle camere a gas di Auschwitz-Birkenau, oggi lo Stato assegna una scorta perché la deve difendere da nuove minacce. È un terribile segnale, è un mondo che corre all’indietro. Difendere oggi chi ha attraversato l’inferno ieri è un dovere ma è anche una sconfitta”, ha commentato in una nota il deputato Pd Emanuele Fiano.

“A pochi mesi dagli anni ’20 di questo nuovo secolo, a una donna straordinaria come Liliana Segre viene assegnata una scorta: potrebbe essere vittima di attacchi razzisti. Di fatto in qualche modo si limita o si vincola la sua possibilità di vivere libera. Non laviamocene le mani. Dobbiamo difenderla tutte e tutti facendo scudo con la forza delle idee e l’impegno civile. Ogni giorno. Affinché gli anni ’20 del 2000 siano anni di riscatto della dignità umana, di libertà e democrazia”, ha rilanciato il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

Per la sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento Simona Malpezzi, “la decisione di mettere sotto tutela la senatrice a vita Lilliana Segre, per le continue minacce che riceve, rende l’idea del pericolo che corrono tutte le persone civili e democratiche nel nostro Paese. C’è un clima sociale e politico pesante in Italia che viene spesso sottovalutato, da oggi non deve essere più possibile tollerare qualsiasi manifestazione o cedimento verso posizioni razziste e fasciste. È un impegno che tutti i gruppi parlamentari devono assumere con chiarezza. Lo dobbiamo a Lilliana Segre, lo dobbiamo alla democrazia che va difesa senza alcuna ambiguità“. “La notizia della scorta alla senatrice Liliana Segre deve farci riflettere. Liliana Segre è un patrimonio dell’Italia va ringraziata per tutto quello che fa per costruire un Paese migliore. L’odio non avrà mai la meglio. Siamo tutti con lei”, ha aggiunto il senatore di Italia viva Ernesto Magorno.

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