“Sediamoci a un tavolo per cambiare 3-4 regole del gioco e per dare un governo decente a questo Paese”. La proposta è arrivata dal leghista Giancarlo Giorgetti che, intervistato da Lucia Annunziata al convegno “Metamorfosi”, ha specificato di non essersi confrontato con il leader Matteo Salvini (che infatti poco dopo ha frenato sul tema), ma di ritenere che sia la strada migliore da percorrere. “Era l’unica cosa che bisognava fare il 20 di agosto”, ha detto in riferimento alla crisi estiva scoppiata dopo la decisione del segretario del Carroccio di uscire dalla maggioranza. “Interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così, ci si mette d’accordo per cambiare le 4-5 cose necessarie, magari anche la legge elettorale per dare la possibilità a chi governa di decidere”.

La proposta di Giorgetti è stata accolta con segnali di apertura da quasi tutte le forze della maggioranza. Il primo a farsi sentire Matteo Renzi, che non perde occasione per distinguersi dagli alleati: “Mi sembra una proposta saggia e intelligente. Italia Viva c’è”, ha scritto su Twitter il leader di Italia viva. Per i dem hanno risposto i capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci: “Noi siamo aperti”, ha detto Delrio, “a ragionare delle regole e della legge elettorale con un’opposizione che smetta atteggiamenti demagogici e si occupi insieme del rafforzamento delle istituzioni”. Più fredda la replica dei 5 stelle: “L’unica cosa che volevano la Lega e Salvini il 20 agosto erano i pieni poteri, con il rischio di mandare in esercizio provvisorio il Paese e trovarsi con l’Iva al 25%”, ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. “Sarò felice di ascoltare le proposte di Giorgetti, ma quello di cui ha bisogno il Paese oggi è la stabilità attraverso questo Governo che saprà, con le sue riforme, far scendere lo spread sotto quota 100, facendo risparmiare miliardi di euro all’Italia, che potranno essere investiti in politiche sociali a favore dei cittadini”. Ma il primo a prendere le distanze dalla proposta del suo sottosegretario è stato proprio il leader leghista Matteo Salvini: “Sono impegnato in temi molto più concreti”, ha detto a margine di un incontro. Per Salvini, la proposta di Giorgetti “può essere interessante in prospettiva, però incontrando gli italiani, dalla Calabria alla Romagna, mi chiedono meno tasse meno e meno burocrazia oggi. Quindi me ne occuperò più avanti“.

Giorgetti ha anche aggiunto: “Se andiamo avanti con tre anni di un governo che non decide e fa una legge elettorale proporzionale, questo Paese è spacciato. Se la struttura costituzionale rimane quella di adesso e si torna al sistema proporzionale, questo Paese è spacciato, indipendentemente da chi va al governo. Lo dico non autorizzato da Salvini, quindi nessuno può dire che io suggerisco… Io in questo momento direi agli altri: ‘Scusate, ma sediamoci a un tavolo per cambiare 3-4 regole del gioco e per dare un governo decente a questo Paesè”. Ospite sul palco insieme al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha condiviso l’idea: “Sono d’accordo, anch’io oggi vedrei la necessità di una costituente a cui partecipano persone che sanno di cosa parlano”, ha detto il primo cittadino dem. Secondo Giorgetti “l’interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così: ci si mette d’accordo per cambiare le 4-5 cose necessarie, magari anche la legge elettorale, non so in che forma, ma per dare la possibilità a chi governa di decidere. Se andiamo avanti con tre anni di governo che decide e fa una legge elettorale proporzionale, questo Paese è spacciato”.

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